Grazie alla FIAB di Treviso per la presa di posizione contro il riarmo e per una mobilità ciclistica più giusta e sostenibile. Renzo Masolo m (Europa Verde)

“Ringrazio di cuore il Direttivo della FIAB – Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta di Treviso – per la presa di posizione netta, coraggiosa e coerente contro l’aumento delle spese militari annunciato dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, e a favore di una mobilità ciclistica finalmente riconosciuta come leva di giustizia sociale, tutela ambientale e salute pubblica.

Nel suo comunicato, FIAB Treviso ricorda che, in seguito alla decisione del Governo italiano di portare al 5% del PIL la spesa militare entro il 2035 – come emerso dal vertice NATO tenutosi a L’Aia lo scorso giugno – l’Italia si troverebbe a spendere circa 400 miliardi di euro in più nei prossimi dieci anni rispetto a quanto spenderebbe mantenendo l’attuale obiettivo del 2%. Questo significa 650 euro all’anno per ogni cittadina e ogni cittadino destinati al comparto bellico.

Per fare un confronto, il bando “Bici in Comune” – promosso dal Ministero dello Sport per finanziare progetti di mobilità ciclistica – ha messo a disposizione solo 12,6 milioni di euro, pari a 21 centesimi pro capite. Sono stati finanziati appena 201 Comuni, mentre altri 885 Comuni, pur avendo presentato progetti ritenuti idonei, non hanno ricevuto alcun finanziamento per esaurimento delle risorse. Sarebbero stati necessari altri 60 milioni di euro appena – una cifra irrisoria se paragonata a quanto si intende spendere per armamenti.

È semplicemente inaccettabile: mentre si promettono centinaia di miliardi per il riarmo imposto dagli Stati Uniti, si negano poche decine di milioni a centinaia di Comuni italiani che volevano investire in sicurezza stradale, percorsi casa-scuola e casa-lavoro scorrevoli e protetti, salute pubblica, mobilità sostenibile e attiva, migliore qualità della vita.

Non dimentichiamo che – come sostiene giustamente anche FIAB Bassano – a fronte dell’aumento della spesa militare, settori vitali come scuola (oggi al 4,2% del PIL), sanità (6,2%) e infrastrutture e trasporti (appena lo 0,5%) siano già oggi sottofinanziati rispetto alla media europea. Il rischio non è solo una mancata espansione dei progetti di mobilità sostenibile, ma un progressivo azzeramento degli investimenti in sicurezza e vivibilità urbana. In futuro, osserva il direttivo bassanese, l’attivismo e l’associazionismo non manifesteranno più per nuove opere ciclabili, ma per manutenere almeno quelle esistenti… a questo si arriverà!

Invito tutte le FIAB territoriali, le Federazioni regionali e le realtà ambientaliste e pacifiste ad unirsi a questo appello. Chiediamo che FIAB nazionale – in coerenza con il proprio statuto, che si ispira ai principi di nonviolenza e promozione della pace – si faccia portavoce di una lettera aperta alla Presidente Meloni, chiedendo che l’Italia non aderisca alla folle proposta di Trump del 5% del PIL per il riarmo.

L’Italia non ha bisogno di più armi. Ha bisogno di più piste ciclabili, trasporto pubblico, tutela del territorio, strade più sicure, ospedali accessibili, più servizi e welfare.
Ha bisogno di pace, giustizia sociale e ambiente sano.

Destinare risorse alla mobilità ciclistica non è un lusso: è una priorità.

Raccolgo e rilancio l’appello di FIAB Treviso a costruire una mobilitazione nazionale ampia e unitaria per dire no al riarmo e sì a un futuro più giusto, sostenibile e pacifico.” Lo dichiara il Consigliere regionale Renzo Masolo (Europa Verde).

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