PFAS, GUARDA (VERDI-AVS): CONSULENTI PAGATI DA INDUSTRIA, UE CHIARISCA CONFLITTO INTERESSI

Bruxelles, 26 settembre 2025 — A seguito delle rivelazioni pubblicate dal Financial Times [https://www.ft.com/content/a0be090f-a376-4cb0-8ef7-58254d080d0c] sul presunto conflitto d’interessi che coinvolgerebbe la società di consulenza Ramboll, l’eurodeputata Cristina Guarda (Verdi/ALE) annuncia il deposito di un’interrogazione urgente, rivolta alla Commissione europea. Secondo lo scoop, Ramboll avrebbe lavorato contemporaneamente per l’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) e per le principali aziende produttrici di PFAS, influenzando direttamente le raccomandazioni tecniche sulle deroghe per le schiume antincendio.

“È inaccettabile che chi consiglia le istituzioni europee sulle regole per vietare i PFAS sia lo stesso soggetto che lavora per chi ha tutto l’interesse a rallentare queste regole,” dichiara Guarda. “La Commissione di Ursula Von der Leyen e l’ECHA devono chiarire subito ogni rapporto contrattuale e dire come intendo garantire che le valutazioni scientifiche siano svolte in piena indipendenza.”

“Stando a quanto riportato dalla stampa internazionale, Ramboll avrebbe raccomandato un phase-out decennale per i PFAS nelle schiume antincendio, poi recepito nella normativa UE con un’ulteriore deroga a fine 2025. Se confermato, sarebbe un caso emblematico di come le lobby riescano a influenzare le decisioni pubbliche, con impatti diretti sulla salute dei cittadini,” prosegue l’europarlamentare italiana, eletta nelle liste di Avs.

“Ho predisposto un’interrogazione urgente per chiedere trasparenza totale, l’applicazione del principio di precauzione e un divieto universale dei PFAS, dal commercio alla produzione, che non può più essere rinviato. La salute pubblica non può essere messa a rischio per gli interessi economici di qualche multinazionale del settore chimico,” conclude.

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