Strasburgo, 21 ottobre 2025 – Ieri sera la commissione Ambiente del Parlamento europeo ha approvato in procedura semplificata l’accordo sugli inquinanti delle acque, la proposta di direttiva volta a riesaminare e aggiornare gli elenchi di inquinanti che alterano le acque superficiali e sotterranee e le corrispondenti norme di regolamentazione.
L’accordo, frutto del trilogo, modificherà la Direttiva Quadro sulle Acque, la Direttiva sugli Standard di Qualità Ambientale e la Direttiva sulla Protezione delle Acque Sotterranee.
“Abbiamo scelto di astenerci: riconosciamo i progressi, ma le deroghe introdotte rischiano di compromettere la tutela delle nostre risorse idriche,” dichiarano gli eurodeputati della delegazione italiana dei Verdi, Cristina Guarda e Ignazio Marino.
“È positivo – spiega Guarda – che siano stati fissati nuovi limiti per i PFAS nelle acque superficiali e di falda e che i TFA siano stati inclusi nei limiti per le acque superficiali. Ma restano gravi lacune: i TFA restano esclusi dai parametri per le acque di falda e si concede una deroga per il trasferimento di sedimenti contaminati ad altri corpi idrici nei casi in cui il danno sia temporaneo. Un assurdo controsenso, trattandosi anche di sostanze perenni come i Pfas. Il caso dell’inquinamento da Pfba legato ai cantieri della Superstrada Pedemontana Veneta, oggetto di una recente inchiesta della Procura di Vicenza, ne è la prova lampante.”
“Per questo – conclude Marino, componente della commissione Ambiente – la nostra astensione è un atto di coerenza e responsabilità: non possiamo avallare un compromesso che rischia di scaricare sulle generazioni future i costi ambientali e sanitari degli ‘inquinanti eterni’ che avvelenano le nostre acque.”
