12 NOVEMBRE 2025 – “L’ordinanza del Consiglio di Stato pubblicata ieri rappresenta un passo avanti verso la tanto agognata chiarezza normativa per il settore della canapa. Con il rinvio alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea si apre finalmente la possibilità di chiarire, una volta per tutte, che non si può applicare indiscriminatamente la normativa sugli stupefacenti a fiori, foglie, oli e resine di canapa provenienti da varietà certificate e con THC entro i limiti di legge.”
Così l’eurodeputata Cristina Guarda (Alleanza Verdi e Sinistra), promotrice dell’emendamento recentemente approvato dal Parlamento europeo che ha riconosciuto l’uso integrale della pianta di canapa come prodotto agricolo nell’ambito della riforma dell’Organizzazione Comune di Mercato (OCM), attualmente in fase di negoziato con il Consiglio UE e la Commissione europea.
“Ora guardiamo con fiducia alla Corte di Giustizia UE che, peraltro, si è già espressa nel 2020 con la sentenza Kanavape, chiarendo che il CBD non è uno stupefacente e che gli Stati membri non possono vietarne la commercializzazione. Nel frattempo — ricorda Guarda — prosegue la battaglia politica: l’ordinanza del Consiglio di Stato, infatti, va nella stessa direzione dell’emendamento che ho promosso a Bruxelles per dare regole certe e non discriminatorie a tutta la filiera, anticipando al 2026 ciò che la nuova PAC prevederebbe solo dal 2028. Con il voto di ottobre, il Parlamento europeo ha riconosciuto l’intera pianta di canapa come prodotto agricolo, se proveniente da varietà a ridotto contenuto di THC: un segnale concreto di attenzione verso un settore che da anni chiede dignità e chiarezza.”
“La filiera italiana della canapa conta oltre 3.000 imprese e 30.000 lavoratori, molti dei quali giovani e donne. È una realtà innovativa per l’agricoltura italiana, capace di creare occupazione, reddito e prodotti sostenibili in linea con il Green Deal europeo. Eppure, il governo Meloni continua a discriminarla con norme anacronistiche, ideologiche e contrarie al diritto europeo. Ora abbiamo l’occasione di voltare pagina,” conclude.
