18 NOVEMBRE 2025 – “La firma della pre-intesa per l’autonomia del Veneto stride con il ricorso presentato dalla Regione contro il recepimento della direttiva europea sulla qualità dell’aria, che assegna alle Regioni la responsabilità del rispetto degli standard. Evidentemente, per Zaia l’autonomia non significa avere più potere per difendere i cittadini, ma è soltanto uno slogan identitario da sbandierare a pochi giorni dal voto.” Così Cristina Guarda, eurodeputata dei Verdi eletta nelle liste di Alleanza Verdi e Sinistra.
“La stretta di mano tra i leghisti Zaia e Calderoli, alla vigilia delle elezioni regionali, è un teatrino che si commenta da solo e che avrà come unico effetto quello di indispettire gli altri partiti del centrodestra. Ma è paradossale – e francamente inaccettabile – che il presidente Zaia invochi l’autonomia a gran voce, salvo poi rifiutarsi di esercitarla quando si tratta di tutelare la salute dei cittadini,” commenta.
“La sfida dell’inquinamento atmosferico non può essere affrontata solo dalle Regioni: serve un coordinamento nazionale ed europeo, perché l’aria non conosce confini amministrativi. Ma ciò non toglie che le Regioni, Veneto compreso, abbiano già strumenti e responsabilità in materia. Con il ricorso, oltre ad allungare i tempi del recepimento della direttiva, Zaia ammette implicitamente l’inefficacia delle (poche) misure introdotte in questi quindici, lunghi anni. Vogliamo l’autonomia? Usiamola investendo in mobilità sostenibile, riducendo le emissioni, sostenendo le imprese nella transizione ecologica. In una parola, facendo ciò che la lega prometteva un tempo: difendendo il nostro territorio,” conclude l’eurodeputata.
