AMBIENTE. GUARDA (VERDI-AVS): PFAS E PEDEMONTANA, I FILTRI NON BASTANO: SERVE TUTELA SANITARIA E STRATEGIA AGRICOLA

21 novembre 2025 – Cristina Guarda, eurodeputata di Avs, interviene dopo la presentazione dei dati Arpav che confermano la presenza del composto Pfba, appartenente alla famiglia dei PFAS, in diversi siti vicentini dove sono state depositate le terre di scavo delle gallerie della Superstrada Pedemontana Veneta.

“Non possiamo limitarci a dire che l’acqua potabile è ‘sotto controllo’: senza una reazione forte di tutela sanitaria e una strategia agricola seria, continueremo a inquinare l’acqua di falda che serve per irrigare i campi e produrre il nostro cibo. Siamo davvero disposti a sacrificare la salute e l’economia dei nostri territori per accelerare i tempi delle grandi opere?” dichiara Guarda.

“Bisognava agire ben prima – ricorda l’eurodeputata – quando già nel 2021 i comitati ed Europa Verde avevano denunciato in procura e in Regione la contaminazione da PFAS in corso. La Regione doveva prevenire lo spostamento di materiali che sapeva potessero essere contaminati, visto che alcune aree sono interessate anche dalle conseguenze dell’ex Miteni e considerato l’uso massivo di acceleranti per i cementi della Pedemontana. Oggi non ci si può illudere di chiudere la questione con i filtri per gli acquedotti: l’acqua per irrigare e abbeverare è compromessa e diversi pozzi acquedottistici sono stati interdetti. Ora che il danno è fatto, serve un coordinamento regionale che riduca le conseguenze, sostenga gli agricoltori e difenda il Veneto dall’uso di acceleranti con PFAS nelle opere cementizie. Serve una spinta decisa a livello nazionale ed europeo per dire basta all’uso dei PFAS nelle produzioni e nelle importazioni, evitando l’uso di questi additivi nei cantieri”, prosegue.

“A Bruxelles, mi sto battendo per evitare che si ripetano casi come questo. Sostengo la proposta di divieto universale dei PFAS, dalla produzione al consumo, e ho sollevato il problema delle deroghe contenute nell’aggiornamento della direttiva sugli inquinanti delle acque, come quella che consente il trasferimento di materiali contaminati da un corpo idrico all’altro: un controsenso per sostanze perenni come i PFAS, come dimostra proprio il caso dei cantieri dalla Pedemontana. Ma cosa ci possiamo aspettare, finché nei banchi della destra sono meglio rappresentati gli interessi dei colossi della chimica del diritto alla salute dei cittadini?” conclude.

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