Roma, 1 DIC. “Come abbiamo già ampiamente spiegato durante il dibattito parlamentare svolto in occasione della richiesta alla Commissione europea dell’ottava rata, la gestione del PNRR da parte del Governo Meloni è stata un fallimento. Oggi i soldi sono stati accordati, è un passaggio atteso, diremmo burocratico, che va giudicato sulla base del fatto che l’Italia è la principale beneficiaria, in valore assoluto, dei due strumenti del Next Generation EU: il Dispositivo per la Ripresa e Resilienza (RRF) e il Pacchetto di Assistenza alla Ripresa per la Coesione e i Territori d’Europa (REACT-EU), avendo ottenuto 750 miliardi di euro, di cui oltre la metà (390 miliardi) costituita da sovvenzioni a fondo perduto. Ebbene per sua stessa ammissione, il Governo finora ha speso l’1,45 per cento delle risorse per la missione 7 ‘Repower EU’ e il 18 per cento di quelle destinate alla missione 6, relativa al campo della Salute, mentre per la missione 5 ‘Inclusione e coesione’ solo il 18,6 per cento: tutti dati certificati anche dalla Ragioneria generale dello Stato e che sembrerebbero voler indurre il Ministro dell’economia e finanze a chiedere alla Commissione europea la proroga al 2027 della scadenza del Piano. Sui delicati e strategici campi della transizione energetica, sanità pubblica e disuguaglianze il Governo ha fatto bene poco. Se aggiungiamo una governance inefficace, la scarsa trasparenza, il rifiuto di escludere categoricamente, come AVS chiedeva, la possibilità di dirottare i fondi per le politiche di Coesione verso la spesa per la difesa, l’industria bellica e la mobilità militare, il quadro è quello di un fallimento e di un tradimento”. Così Luana Zanella, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra alla Camera.
