Variante di San Vito, ZANELLA: chi paga le penali per i ritardi? Il Governo risponde in Aula con una velina di ANAS

Roma, 28 MAR- “Il Governo risponde alla nostra interpellanza sulla costruzione di una variante stradale a San Vito di Cadore presentando una ‘velina’ con le osservazioni di ANAS, soggetto attuatore, senza un vaglio proprio e autonomo sulle criticità che abbiamo presentato con la nostra ennesima interpellanza. Dobbiamo concludere che al Governo poco importa di rispondere al parlamentare e, soprattutto, al territorio”.
Lo afferma la capogruppo di AVS alla Camera Luana Zanella, dopo la risposta in Aula, lo scorso venerdì, da parte del Governo tramite il sottosegretario all’ambiente Claudio Barbaro. “Ricordo che la variante stradale di San Vito”, afferma Zanella, “era già prevista dal Piano di interventi disposto dal Dl 50 del 2017, che nominava come commissario straordinario l’allora presidente di ANAS Claudio Gemme, in funzione delle finali di coppa del mondo del marzo del 2020 e dei campionati mondiali di sci alpino del 2021 – insieme ad altre opere che riguardavano la famosissima statale 51 di Alemagna, ben 52 interventi, di cui tre varianti per l’attraversamento alternativo dei centri abitati. L’incarico del commissario straordinario cessò il 31 dicembre 2022 ma la gara di appalto per l’esecuzione dei lavori della variante è stata aggiudicata solo il 3 marzo 2023. Poi il decreto del Presidente del Consiglio dell’8 settembre 2023 per il Piano complessivo delle opere da realizzare in funzione delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina del 2026 non ha ricompreso – lo avranno dimenticato? – la variante. Addirittura, la Sezione centrale di controllo della gestione delle amministrazioni statali della Corte dei conti, nella relazione del 10 novembre 2025 sul Fondo delle opere infrastrutturali proprio per le Olimpiadi invernali del 2026, rileva l’assenza della variante stradale di San Vito dal Piano del programma olimpico. E questo è un nodo che prima o poi il Governo dovrebbe rendere palese e spiegare. La variante, secondo l’articolo 8 del contratto di appalto, doveva essere eseguita pienamente e ultimata entro il termine previsto dall’articolo stesso, cioè febbraio 2026 per l’inizio delle Olimpiadi, naturalmente, cosa che non è accaduta. Le criticità principali che abbiamo sollevato in aula sono tre: la penale giornaliera prevista nel contratto di appalto per il ritardo dell’opera – articolo 8-b, comma 1 -, pari all’1 per mille, che corrisponde a 41.782 euro, al netto dell’IVA, penali che complessivamente non possono superare un importo totale dei lavori pari al 10 per cento, perché altrimenti si potrebbe passare alla risoluzione del contratto stesso; i rischi idrogeologici derivanti da un’area che dal punto di vista paesaggistico e ambientale è estremamente pregiata e dove il lavoro in corso d’opera ha cancellato prati protetti dai vincoli speciali, quindi di pregio naturalistico; cosa ci fa una discarica spuntata di recente nella zona vicino al lago di San Vito di Cadore, raccoglie i detriti prodotti dagli scavi del cantiere? molti abitanti ritengono che siano stati conferiti inerti provenienti da altri cantieri. Ebbene, i nostri quesiti, sollevati dalla comunità di Vito in Cadore, restano senza risposte. A questo punto intervenga la Corte dei conti: prescrizioni temporali non sono opzionali, come conferma la sentenza Consiglio di Stato n. 4659/2024”, ha detto Zanella.

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