Roma, 31 MAR. – “Cancellata ancora una volta una discussione di merito per via del ricorso al voto di fiducia, abbiamo presentato 5 ordini del giorno al Decreto bollette, provvedimento del tutto inutile per affrontare le attuali emergenze, che riassumono i punti per noi imprescindibili di azione. Innanzitutto, stop al prolungamento fino al 2038 delle centrali a carbone, costose, vetuste e inquinanti, improvvidamente introdotto dall’art. 5 bis del decreto – ricordo che in Italia sono quattro le centrali ancora attive (Brindisi Sud-Cerano in Puglia, Civitavecchia Torvaldaliga nel Lazio, Fiumesanto e Portovesme in Sardegna), tutte gestite da Enel, eccetto Fiumesanto di Ep produzione, le quali coprono meno dell’1% del fabbisogno elettrico nazionale, nel 2025 hanno prodotto circa 2 miliardi di chilowattora su un fabbisogno di 311 miliardi, secondo i dati Terna; chiediamo l’istituzione di un fondo in favore degli enti locali con una dotazione di almeno 340 milioni di euro per il 2026, per garantire la continuità dei servizi erogati e far fronte alle spese per le utenze di energia elettrica e gas; chiediamo anche che l’intero gettito proveniente dalle aste ETS sia desinato al phase out dai combustibili fossili e che siano esclusi finanziamenti diretti e indiretti per l’energia nucleare; insieme alle misure previste dall’articolo 1, sono necessarie ulteriori misure strutturali per calmierare i costi dell’energia, anche mediante la revisione del meccanismo di disaccoppiamento tra prezzo del gas ed energia elettrica e il sostegno alle fonti rinnovabili, nonché a potenziare il Fondo “Reddito Energetico”, ampliando le agevolazioni per pompe di calore e sistemi di accumulo; in relazione alle criticità del sistema elettrico della Sardegna, iniziative per garantire prezzi minimi al comparto delle biomasse”. E’ quanto rende noto la capogruppo di AVS Luana Zanella.
