Roma, 1 apr. – “ Riportare il finanziamento pubblico del Servizio sanitario nazionale in linea con i livelli medi europei, ridurre il peso della spesa sanitaria privata a carico delle famiglie, anche attraverso un potenziamento dell’offerta pubblica e una riduzione delle liste di attesa; riequilibrare il rapporto tra pubblico e privato nella produzione dei servizi sanitari, evitando un’eccessiva dipendenza da operatori privati accreditati; piano straordinario di reclutamento e valorizzazione del personale sanitario pubblico”.
È quanto chiede la capogruppo di AVS alla Camera Luana Zanella in una interrogazione al ministro della Salute presentata alla luce del recente Focus (n. 3/2026) dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio della Camera (Upb) sul rapporto tra pubblico e privato nel SSN.
Spiega Zanella che “dal documento emerge che il finanziamento pubblico del SSN si è progressivamente ridotto nell’ultimo decennio, passando dal 6,6% del PIL nel 2012 al 6,3% nel 2019, con un picco temporaneo al 7,3% nel 2020 durante la pandemia, per tornare nuovamente al 6,3% nel 2024, collocandosi stabilmente al di sotto della media dei principali Paesi europei; la quota di spesa sanitaria pubblica sul totale si è attestata nel 2023 al 73,1%, a fronte di una media europea prossima all’81%; contestualmente, la spesa sanitaria privata a carico diretto delle famiglie ha raggiunto il 23,6% della spesa complessiva, circa 9 punti percentuali in più rispetto alla media europea (al 15%), collocando l’Italia tra i Paesi in cui i cittadini contribuiscono maggiormente di tasca propria alle cure; in termini assoluti, la spesa diretta delle famiglie si mantiene stabilmente intorno al 2% del PIL, segnalando una crescente pressione economica sui cittadini e possibili fenomeni di rinuncia o ritardo nelle cure, soprattutto per le fasce più vulnerabili della popolazione; si registra una espansione delle forme di sanità integrativa: gli iscritti ai fondi sanitari sono passati da 5,8 milioni nel 2013 a 16,3 milioni nel 2023, con risorse erogate superiori ai 3 miliardi di euro annui, di cui circa due terzi destinati a prestazioni di natura sostitutiva e non integrativa rispetto a quelle garantite dal SSN; il Focus evidenzia come circa un terzo della spesa sanitaria pubblica sia oggi destinata a soggetti privati accreditati, a conferma di una crescente esternalizzazione della produzione dei servizi sanitari;
l’Upb sottolinea come il sistema sanitario italiano stia assumendo una configurazione sempre più “ibrida”, con un crescente peso del mercato sia nel finanziamento, sia nell’erogazione delle prestazioni, sollevando interrogativi sulla tenuta dei principi di universalità ed equità; l’aumento della componente privata nel finanziamento e nella produzione dei servizi sanitari rischia di determinare un progressivo superamento del modello universalistico, con la conseguente affermazione di un sistema duale basato sulla capacità di spesa dei cittadini; la carenza strutturale di personale sanitario pubblico rappresenta un limite significativo alla capacità del SSN di rispondere efficacemente ai bisogni dei cittadini. Mi sembra che il quadro sia davvero allarmante e richiede interventi immediati”, conclude Zanella.
