Roma, 17 APR – “Il ritrovamento di cinque lupi morti nell’area adiacente al Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise mostra il volto della pura crudeltà della politica della destra. Si fanno belli con Tolkien, poi lasciano ammazzare queste meravigliose creature simbolo del nostro Appennino. Aver scelto la strada della deregolamentazione ha dato il via libera a comportamenti sconsiderati del mondo venatorio, la Federcaccia si è spinta a chiedere la realizzazione da parte di ISPRA di ‘corsi di abilitazione’ per il coinvolgimento diretto dei cacciatori nella possibile gestione futura, cioè negli abbattimenti, della specie in Italia. Chiediamo subito il ritiro della Ddl pro caccia ispirato dal ministro Lollobrigida e presentato al Senato, che si configura come un grave attacco alla fauna selvatica e alla biodiversità, l’avvio della discussione della nostra proposta di consentire il diritto all’obiezione di coscienza per il personale addetto al controllo della fauna selvatica e la formazione del personale preposto alla vigilanza venatoria. Chiediamo inoltre in una interrogazione appena depositata quali misure intenda adottare contro il criminoso fenomeno del bracconaggio che deve essere perseguito come reato delittuoso e non come reato contravvenzionale e, in vista del decreto previsto dalla Legge 131/2025 (Legge sulla montagna) interventi per rivedere il tetto massimo di 160 esemplari prelevabili sull’intero territorio nazionale per l’anno 2026, fissato sulla base delle indicazioni tecniche fornite dall’ISPRA con nota del 15 ottobre 2025”.
Così la capogruppo di AVS alla Camera Luana Zanella.
