Le proposte di Venturini distruggono la laguna e uccideranno il porto.
La rozza indifferenza dimostrata da Simone Venturini verso la tutela dell’ecosistema lagunare, il solo ambiente in cui Venezia può vivere, sarebbe stata immotivata anche decenni fa, ma oggi è totalmente irresponsabile e miope.
Per raccattare qualche voto, il candidato sindaco della destra è disposto a stravolgere la strategia definita dalle leggi vigenti e dal buon senso stesso, oltre che dai dati inequivocabili della scienza: progettare un nuovo porto fuori dalla laguna, così da difendere l’ecosistema e, al contempo, garantendone la funzionalità nella transizione, ribadire l’importanza della portualità veneziana nel contesto dell’Alto Adriatico ed europeo. Questa è la rotta.
Le chiusure sempre più frequenti del Mose (solo tra gennaio e febbraio di quest’anno 27 volte!) e la crescita della stazza delle navi impediscono a un porto interno alla laguna di funzionare adeguatamente e di crescere. Solo fuori è possibile. Ulteriori scavi in laguna, peraltro, finirebbero di sconvolgere un ambiente che le manomissioni del ‘900 e, ora, i mutamenti climatici con l’aumento del livello del mare, hanno fortemente provato.
Chi, come Venturini, non accelera sulla soluzione offshore e propone nuove manomissioni distrugge ora la laguna e ucciderà a breve il porto.
Solleveremo la questione in Europa e nel mondo, all’Unesco e di fronte all’opinione pubblica internazionale: Venezia non si merita questa vergognosa mancanza di visione, di lungimiranza e di immediata concretezza che la mette drammaticamente e ottusamente a rischio.
On. Cristina Guarda, parlamentare europea
On. Luana Zanella, deputata al parlamento
Gianfranco Bettin, capogruppo comunale
Venezia-Roma-Bruxelles, 29 aprile 2026
