Interrogazione ai Ministri Pichetto, Salvini e Abodi
Roma, 12 mag. “Quando verranno piantati i nuovi alberi nella Foresta di Ronco? Devono sostituire i larici abbattuti per far posto alla pista di bob, in quella che è stata una grave distruzione di un patrimonio ecologico avvenuta sotto le note del famoso violoncellista Mario Brunello che si esibì in un solitario concerto chiedendo pietà per la Foresta di Fiames”.
Lo chiede in una nuova interrogazione ai ministri dell’Ambiente, delle Infrastrutture e dello Sport la capogruppo di AVS alla Camera Luana Zanella, la quale ricorda che “Secondo i documenti ufficiali di SIMICO, la società milanese che ha costruito tutte le opere per i Giochi Invernali, sarebbero stati abbattuti 825 alberi, comprese piante sradicate successivamente perché ritenute pericolose per la sicurezza del cantiere; in un comunicato del 29 febbraio 2024, SIMICO fece sapere che dei circa 500 larici tagliati solo il 7% aveva un’età vicina ai cento anni, e che circa la metà delle piante era già malata o danneggiata, dati contestati dalle organizzazioni ambientaliste e da diversi periti forestali sulla base del piano di gestione forestale del Comune di Cortina che indicava per le piante principali del lariceto di Ronco un’età media di circa 150 anni; in ogni caso, con la consapevolezza che ormai è impossibile sostituire una rete ecologica complessa fatta di suolo, fauna e microclima locale, inserita nell’area del Bosco di Ronco, ai piedi delle Tofane, sottoposta a vincolo paesaggistico-ambientale e distrutta senza neanche aver acquisito l’autorizzazione paesaggistica, chiediamo di sapere quale sia la grandezza e la qualità delle specie previste per il piano della compensazione: SIMICO disse che per ciascun albero tagliato ne sarebbero stati piantati 12, 10 mila nuove piante entro il 2026. Quanto ai danni della pista di bob: chi pagherà? In attesa di conoscere l’esito dell’indagine della Corte dei conti del Veneto, apprendiamo che tra le ipotesi ci sarebbe l’attivazione di una polizza assicurativa: avrà una copertura retroattiva? E perché non è stata stipulata prima? Il rischio concreto è che le spese possano alla fine allargare il disavanzo della Fondazione Milano-Cortina che già ammonta a 300 milioni di euro da ripianare entro fine anno”, ha concluso Zanella.
