GUARDA (AVS): “STRAGE DI BRACCIANTI DA NORD A SUD. STOP A MANOVALANZA INVISIBILE E RAZZISMO, IL GOVERNO INTERVENGA”

VENEZIA, 13 MAGGIO 2026 – “Bakari Sako, Abdelghani Gari, El Arbi Saifi, Yassin Mazi, insieme a un lavoratore romeno rimasto ancora senza nome: cinque vite spezzate in pochi giorni tra il Veneto e la Puglia. Dietro questi nomi ci sono padri, fratelli, mariti, amici, figli. È una strage intrisa di sfruttamento, marginalizzazione e di un razzismo disumanizzante”, dichiara in una nota l’eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra Cristina Guarda.

“Bakari Sako aveva 35 anni, è stato inseguito, accerchiato e ucciso a coltellate da un gruppo di giovanissimi a Taranto, mentre andava a lavorare. Abdelghani Gari, El Arbi Saifi e Yassin Mazi sono invece morti annegati a Chioggia, intrappolati in un minivan finito in un canale mentre viaggiavano all’alba verso le campagne del rodigino. Infine, nel foggiano, un bracciante romeno è morto carbonizzato in una roulotte di fortuna. Mettiamo i loro nomi in primo piano perché per lo Stato italiano sono troppo spesso solo fantasmi, forza lavoro invisibile da spremere nei campi per pochi euro e da abbandonare al proprio destino”, continua l’eurodeputata.

“C’è un vuoto di diritti che alimenta il caporalato nelle nostre regioni e costringe migliaia di braccianti in Veneto a viaggiare in condizioni precarie. Questo non fa che alimentare un razzismo sistemico e tossico, in cui lo ‘straniero’ viene visto come un nemico e un bersaglio mobile per la violenza”, dichiara ancora Guarda.

“Esprimo il mio più profondo e doloroso cordoglio alle famiglie di Bakari Sako, Abdelghani Gari, El Arbi Saifi, Yassin Mazi. Chiediamo con urgenza al Governo di uscire dall’immobilismo: servono controlli rigorosi sulla filiera dei trasporti e degli appalti in agricoltura, piani di edilizia sociale per i lavoratori e un contrasto serio alla povertà educativa per fermare la violenza xenofoba. La morte di questi lavoratori non può e non deve passare sotto silenzio. Chiediamo giustizia”, conclude.

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