Milano Cortina, Zanella: Salvini non ha mai controllato Simico e Ansfisa, ora rimuova i responsabili. Invece di raccontare che tutto va bene, per una volta spieghi cosa è successo davvero.

Roma, 9 giu. – “Dai fatti emersi durante e dopo la conclusione dei Giochi olimpici invernali sembra che il ministro del Trasporti Salvini non abbia mai esercitato i suoi poteri di controllo sulla società Simico, alla quale ha affidato la realizzazione delle opere, e su Ansfisa, la società per la sicurezza dei trasporti che dipende proprio dal suo ministero. Glielo chiediamo in una interrogazione alla quale ci aspettiamo che risponda in modo documentato, per una volta, invece di raccontare che tutto va bene, spieghi cosa è successo davvero”. Lo afferma la capogruppo di AVS alla Camera Luana Zanella che sottolinea: “a questo punto il ministro dovrebbe revocare l’incarico di amministratore delegato della Simico all’Arch. Fabio Massimo Saldini e l’incarico di responsabile della Direzione generale per la sicurezza dei trasporti e degli impianti fissi all’ing. Pietro Marturano. Il ministro Salvini, infatti, nel corso della seduta della Camera del 29 aprile 2026, ha dichiarato che la società Simico, su incarico del Mit che esercita su di essa i poteri di controllo ai sensi dell’articolo 5 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, ha realizzato le opere con il chiaro impegno di renderle disponibili per i Giochi. Oggi ci troviamo di fronte ad una indagine aperta dalla Procura di Belluno per turbata libertà degli incanti a carico delle Società Simico e Graffer, committente ed esecutrice dell’impianto funiviario di Cortina d’Ampezzo, che avrebbe dovuto essere operativo per l’apertura dei Giochi invernali. Tra le persone indagate risulta l’arch. Fabio Massimo Saldini, commissario straordinario per la realizzazione dell’impianto. Sembrerebbe che ci siano stati accordi per favorire Graffer nell’assegnazione dell’opera e che entrambe le società fossero consapevoli che questa non sarebbe stata pronta entro i tempi previsti. Si aggiunga che la Procura regionale della Corte dei conti del Veneto ha aperto un suo fascicolo per valutare un eventuale danno erariale, visti i corposi extracosti: dai 22 milioni di euro del preavviso di aggiudicazione del luglio 2025 ai circa 35 milioni nel Piano delle opere di Simico. L’aumento è stato spiegato con nuove prescrizioni, opere di mitigazione, indagini integrative sul suolo e monitoraggi necessari per garantire la sicurezza dell’impianto: ma qui parliamo di un’opera affidata con procedure di urgenza mentre si conosceva già lo stato del suolo, estremamente fragile e rischioso e che mai avrebbe potuto consentire di realizzare la funivia per le Olimpiadi. C’è poi il secondo fronte di indagini che riguarderebbe Bormio: anche qui Simico ha affidato direttamente a Graffer la realizzazione degli impianti dello “Stelvio Alpine Centre”, una cabinovia a dieci posti e una seggiovia di sei, destinate a sostituire vecchi impianti. La motivazione ufficiale era ancora una volta l’estrema urgenza, dopo una procedura andata deserta. Almeno uno dei due impianti avrebbe dovuto realizzarsi entro l’inizio dei Giochi, ma i lavori, secondo quanto emerge, non sono mai partiti; infine la Procura di Verbania ha recentemente disposto una perquisizione, con acquisizione di documenti, computer e telefonini, nell’ambito di un’indagine preliminare sulla gestione e manutenzione di due impianti di risalita in Piemonte, tra gli indagati ci sarebbero l’ingegner Pietro Marturano responsabile della Direzione generale per la sicurezza dei trasporti e degli impianti fissi di Ansfisa, Sergio Lima titolare della Graffer e due ex dirigenti della società Vigezzo&Friends: l’ipotesi più grave è quella di corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio e secondo quanto dichiarato dal procuratore di Verbania Alessandro Pepè, gli investigatori stanno valutando se possa essere contestato anche l’attentato alla sicurezza dei trasporti. Emerge un quadro preoccupante nel quale, al di là delle responsabilità penali che competono alla magistratura, sembra che il Mit non abbia mai alzato un dito: Salvini dunque spieghi”, conclude Zanella.

Condividi questo contenuto:

EUROPA VERDE VENETO.
Siamo la Federazione regionale veneta di Europa Verde, il partito ecologista italiano affiliato agli European Greens.

Federazione dei Verdi del Veneto – Via Varrone 20, 30173 Venezia – P. Iva 90070670279
Privacy policyCookie policyAggiorna le tue preferenze cookie

Licenza Creative CommonsQuesto sito è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione 4.0 Internazionale.

Rimani aggiornato sul nostro Telegram: