L’eurodeputata AVS: “Valori 10 volte oltre i limiti nel Vicentino. La Regione rassicura con dati obsoleti e nega l’accesso agli atti a cittadini e stampa”
BRUXELLES, 17 LUG – “L’ultimo allarme nel Vicentino, con uova contaminate da Pfas dieci volte oltre i limiti consentiti in un pollaio domestico alimentato con acqua di rubinetto, dimostra che il cibo in Veneto non è sicuro. Per questo presenterò una interrogazione alla Commissione europea per chiedere trasparenza e un intervento immediato”. Lo dichiara in una nota l’eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra Cristina Guarda.
“Dal 2016 richiedo alla Regione Veneto di investire fondi in ricerca per guidare gli agricoltori a salvarsi dai danni sanitari ed economici che i PFAS causano o causeranno al settore. Ma invece di affrontare il problema, la giunta Zaia e ora Stefani hanno scelto di nasconderlo”, dichiara.
“La Regione Veneto continua a tranquillizzare i consumatori basandosi su valutazioni EFSA obsolete risalenti al 2017”, spiega l’eurodeputata. “Ma le soglie europee di sicurezza alimentare sono state drasticamente ridotte nel 2018 e nel 2020. Considerare sicuro il 95% dei prodotti analizzati anni fa è un azzardo intollerabile per la salute pubblica, in particolare per i bambini. A questo si aggiunge un muro di gomma inaccettabile: la Regione ha attuato solo in parte la sentenza del TAR che imponeva la pubblicazione dei campionamenti richiesti da Greenpeace e Mamme No Pfas, e ha persino negato l’accesso agli atti al giornalista d’inchiesta Marco Milioni. Se gli alimenti fossero sicuri, perché nascondere le analisi?”, spiega l’eurodeputata.
“L’inazione della Giunta e della Regione non è solo un danno sanitario, ma anche economico per i nostri agricoltori, che subiscono passivamente questo inquinamento. Con il Regolamento UE 2022/2388 in vigore, che fissa limiti rigidi per uova, carne e pesce, i produttori veneti rischiano l’esclusione dal mercato senza alcun supporto pubblico”, prosegue Guarda.
“Chiedo alla Commissione UE di intervenire per garantire il diritto alla salute e alla trasparenza, promuovendo finanziamenti urgenti per la ricerca scientifica, mappature dei terreni e aiuti economici concreti per la riconversione delle aziende agricole colpite”, conclude.
