VENEZIA, 22 LUGLIO 2026 – “La Regione ha accreditato altri sei ambulatori privati, cinque dei quali in provincia di Vicenza: uno a Costabissara, uno a Valdagno, uno a Bassano del Grappa e due a Montecchio Maggiore. È un meccanismo inquietante: il pubblico si arrende e dice di avere bisogno del privato per abbattere le liste d’attesa. Questo processo è un vero tsunami di privatizzazione, che impoverisce i veneti e lascia sempre più persone senza cure,” dichiara Carlo Cunegato, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in consiglio regionale del Veneto.
“I nuovi accreditamenti sono l’esito di richieste dell’Ulss. Questo significa che, in particolare in provincia di Vicenza, la sanità pubblica ammette le sue grandi difficoltà,” prosegue.
“Lo confermano i numeri della relazione sociosanitaria regionale 2025: nel 2024 la spesa sanitaria pubblica è stata di 12,2 miliardi, ma 2 miliardi sono finiti al privato convenzionato, il 16,5% del totale. I veneti hanno inoltre pagato 4,11 miliardi di tasca propria in prestazioni out of pocket: il risultato è che, di fatto, 10 miliardi restano al pubblico e 6 vanno a ingrossare le tasche di chi fa business sulla salute e sulla malattia. Nel 2024 i veneti hanno speso 847 euro pro capite in sanità privata, contro una media italiana di 730. Siamo di fronte a un sistema che ha perso nei fatti la sua natura universale e che, con questi nuovi accreditamenti, va nella direzione sbagliata. Avere o meno una sanità pubblica è la differenza tra un Paese che può dirsi civile e uno che non può,” aggiunge.
“Noi crediamo che non sia questa la strada. Non bisogna favorire la privatizzazione con nuovi accreditamenti, bisogna investire nel pubblico. Solo la sanità pubblica può riconoscere a tutti il diritto inviolabile alla salute,” conclude.
