PFAS, GUARDA (AVS): “DA VICENZA AD ALESSANDRIA STESSA BATTAGLIA. SUBITO BONIFICHE, TRASPARENZA E STOP AI PFAS”

BRUXELLES, 22 LUGLIO – “La battaglia contro l’inquinamento da PFAS unisce oggi due territori feriti. A Vicenza le associazioni si mobilitano per la bonifica immediata del sito ex-Miteni di Trissino, durante la Conferenza dei Servizi per una tutela ormai attesa da 13 anni; a Spinetta Marengo, Alessandria, i cittadini hanno presentato osservazioni alla Conferenza dei Servizi chiamata a decidere sul rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale dello stabilimento Syensqo. Ma i tempi delle bonifiche restano inaccettabilmente lunghi e disattesi”. Lo dichiara in una nota l’eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra Cristina Guarda.

“In entrambi i casi si ripete lo stesso copione intollerabile: multinazionali che avvelenano l’ambiente per profitto, procedimenti per rilievi, messe in sicurezza adeguate e bonifica che si trascinano per anni, istituzioni locali che arrancano di fronte al peso di grandi multinazionali e comunità colpite da un disastro sanitario che vedono le proprie istanze raccolte sulla carta ma non tradotte in azioni concrete. Ora basta: la salute pubblica e la tutela del territorio devono venire prima di ogni interesse economico e qui sta esattamente la responsabilità dei politici. Dobbiamo esigere fin dal principio l’applicazione del principio di precauzione. È un diritto collettivo urgentissimo.”, dichiara Guarda.

“A Trissino, dopo la sentenza definitiva del Consiglio di Stato sulla responsabilità delle multinazionali, non ci sono più alibi per rinviare l’avvio dei lavori su un sito che da decenni contamina le falde di tre province e che conosciamo da ben 13 anni, con una barriera idraulica che non ferma ancora la contaminazione e un sito inquinato chs continua quindi ad aumentare i costi di depurazione delle acque e le conseguenze ambientali sanotarie ed economiche per l’agricoltura in primis.

Ad Alessandria si discute ancora del futuro del polo chimico dopo anni di procedimenti sospesi, che hanno permesso all’industria di sostituire una molecola inquinante con un’altra, spacciandola per sicura e lasciando tracce di PFAS nel sangue della popolazione”.

“Bene si ascoltino i cittadini, finalmente, ma bisogna dare seguito concreto alle loro richieste. Servono concreti progetti per le bonifiche integrali, con costi e garanzie finanziarie a carico di chi ha inquinato, tempi certi e vincolanti per l’avvio dei lavori, e occorre politicamente una normativa che metta al bando l’intera classe dei PFAS a livello nazionale ed europeo. Se no continueremo a condannare le future generazioni a rincorrere con enorme fatica le imprese perchè facciano il loro dovere, solo dopo aver compromesso suoli e acqua: esattamente quello che sta capitando ora a causa dell’inazione politica passata”.

“Ogni ritardo nelle bonifiche, ogni omissione nella tutela della salute ricadrà su chi governa questi processi senza dare seguito concreto alle istanze delle comunità. Continuerò a lavorare con forza per imporre il principio ‘chi inquina paga’ e restituire acqua e aria pulite a questi territori”, conclude Guarda.

Ufficio Stampa
On. Cristina Guarda
Gruppo dei Verdi/ALE al Parlamento Europeo

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