VENEZIA, 22 LUGLIO 2026 — “Lo stop alla vendita di carni contaminate da Pfas, deciso dalla Regione, conferma quello che denunciamo da tempo: il problema dell’inquinamento da PFAS negli alimenti, soprattutto nelle zone rossa e arancione, esiste ancora e non può più essere ignorato. Apprendiamo con sgomento che, su 156 aziende controllate, 8 superano i limiti di legge, e su 703 campioni analizzati 18 mostrano valori oltre i livelli di guardia. Questi numeri destano e devono destare una forte preoccupazione, anzitutto per la salute dei consumatori, che saremmo tutti noi, ma anche per il lavoro degli allevatori.” Così Carlo Cunegato, capogruppo in consiglio regionale di Alleanza Verdi e Sinistra, commentando la notizia del blocco disposto dalla Regione Veneto alla commercializzazione di carni contaminate da Pfas.
“Proprio per questo martedì ho depositato un’interrogazione sul caso delle uova di un piccolo allevamento familiare di Carpaneda, dove un’analisi avrebbe rilevato valori di PFAS dieci volte superiori al limite europeo, chiedendo alla Giunta di pubblicare integralmente i dati dei piani di sorveglianza e monitoraggio PFAS negli alimenti delle zone rossa e arancione, condotti con l’Istituto Superiore di Sanità,” prosegue.
“Se i risultati dei monitoraggi già effettuati non vengono resi pubblici, il monitoraggio stesso perde gran parte della sua utilità: serve a poco misurare la contaminazione se poi cittadini e allevatori non possono conoscerne gli esiti. Lo avevamo già denunciato con una mozione sulla contaminazione da PFBA legata ai cantieri della Superstrada Pedemontana, ribadendo la necessità di uno studio epidemiologico e di un monitoraggio esteso a tutti i pozzi e i siti a rischio. Chiediamo trasparenza sui dati, affinché i piani di sorveglianza non rimangano sulla carta o negli annunci della Regione,” conclude Cunegato.
