VENEZIA, 22 luglio 2026 — “Il deputato di Fratelli d’Italia Silvio Giovine ha bollato come ‘gravissime’ le dichiarazioni di Leonardo Nicolai, assessore di Coalizione Civica per Vicenza Sinistra Verdi, sulla morte di Abderrahim Fakir a Bologna. Rileggiamole insieme, queste parole tanto scandalose: Nicolai ha detto che le persone non possono essere uccise per strada, che la pena di morte è stata abolita e che quella per direttissima non è mai esistita. Perché Nicolai meriterebbe la censura? Per aver ricordato che viviamo, o dovremmo vivere, in uno Stato di diritto,” dichiara Carlo Cunegato, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra nel consiglio regionale del Veneto.
“A Nicolai va la nostra piena solidarietà, non solo perché ha detto cose sacrosante, ma perché lo conosciamo come un amministratore serio e un lavoratore instancabile. Pochi sanno che, per ridurre le liste d’attesa sul rinnovo della carta d’identità, si è messo lui stesso allo sportello, in un grande Comune come Vicenza. Lo ha fatto per rimediare a un pasticcio tutto causato dalla destra: il governo Meloni doveva sostituire la vecchia carta d’identità, entro la scadenza fissata a livello europeo, ma non l’ha comunicata fino a pochi mesi dal termine, lasciando i Comuni senza il personale e i macchinari che avevano chiesto. Poi il governo ha anche fatto confusione con le date. Il risultato è che oggi molti cittadini sono convinti, sbagliando, che la vecchia carta resti valida anche dopo la scadenza, fissata invece ad agosto. Ecco chi è Leonardo Nicolai: un assessore generoso, che lavora per rimediare ai danni di un Governo assente,” prosegue.
“Giovine, invece, si è fatto conoscere a livello nazionale soprattutto per una battaglia identitaria di ben altro spessore: da assessore al Comune di Vicenza propose un regolamento per vietare l’apertura di nuovi kebab nel centro storico, in nome della ‘qualità’ commerciale della città Unesco. Una vicenda che fece il giro delle cronache nazionali, non certo per il prestigio che portò a Vicenza. Prima di dispensare censure e reprimende, forse dovrebbe guardare al proprio curriculum,” aggiunge.
“Siamo di fronte a un governo fallimentare, che cerca costantemente di distrarre l’opinione pubblica dal fatto, gravissimo, che gli italiani sono sempre più poveri. Di fronte alla condanna definitiva del gioielliere Roggero, la destra non perde tempo ad attaccare pubblicamente i magistrati che hanno applicato la legge. Solo questa primavera avevano provato a modificare la Costituzione per indebolire la magistratura: li abbiamo sonoramente sconfitti nel referendum. Ma di fronte all’uccisione di Abderrahim Fakir, la stessa destra invoca improvvisamente il rispetto della magistratura e si schiera, in modo acritico e a priori, dalla parte degli agenti che lo hanno ucciso. È una deriva pericolosa, che soffia sulla paura e incita alla violenza: lo abbiamo visto anche nei video generati con l’intelligenza artificiale in cui Vannacci mette in scena la condanna a morte dei suoi avversari politici. Costoro vorrebbero darci lezioni di democrazia? Noi stiamo, senza tentennamenti, dalla parte di Leonardo Nicolai,” conclude Cunegato.
