Porto Marghera, Zanella: in arrivo sito europeo per le terre rare? Chiediamo apertura di un tavolo prima di ogni ulteriore mossaInterrogazione ai ministri Urso e Pichetto Fratin

Roma, 28 lug. – “Davvero Porto di Marghera sarebbe candidato ad ospitare uno dei primi due depositi europei di terre rare e materie prime critiche (come litio, cobalto e manganese? Lo apprendiamo dalla stampa e chiediamo ai ministri delle Imprese Adolfo Urso e dell’Ambiente Pichetto Fratin di chiarire e di rende noti i soggetti proponenti e lo stato dell’istruttoria e se siano previsti anche il trattamento e la lavorazione dei materiali. La comunità è naturalmente preoccupata, visto il tributo già pagato alle politiche industriali in termini di salute e di vivibilità dell’ambiente lagunare, crediamo pertanto che sia indispensabile l’apertura di un tavolo di confronto tra Regione, Comune di Venezia, autorità ambientali e sanitarie competenti e le organizzazioni sindacali e datoriali prima di qualsiasi atto autorizzativo o di indirizzo sul progetto, oltre che una valutazione di impatto ambientale e una valutazione d’incidenza ambientale, per accertare i rischi connessi alla realizzazione del deposito, al traffico marittimo correlato e alle eventuali lavorazioni delle terre rare, compresa la gestione dei residui di lavorazione”.
Lo afferma la capogruppo di AVS alla Camera Luana Zanella, la quale aggiunge che “nelle scorse settimane, da quanto si apprende, il ministro Urso ha incontrato la comunità portuale annunciando la presentazione di uno studio di fattibilità in sede europea; il progetto prevederebbe lo stoccaggio, ma non è escluso anche l’eventuale recupero e la lavorazione di materie prime. Vogliamo ricordare al Governo l’alto valore ambientale degli habitat e delle specie animali e vegetali della laguna di Venezia, individuata quasi interamente come Zona di Protezione Speciale (ZPS-IT3250046) | Laguna di Venezia) nell’ambito della Rete Europea Natura 2000 istituita con la Direttiva 92/43/CE Habitat: in un ambiente di questo tipo il progetto di un nuovo insediamento industriale richiede il massimo rigore valutativo e la piena partecipazione di tutti i livelli istituzionali e delle parti sociali. Il deposito in questione dovrebbe essere servito da un grande porto in grado di ricevere le bulk carrier (le navi rinfusiere) di grandi dimensioni usate per il trasporto transoceanico delle “terre rare” dalle miniere di estrazione e questo sconvolgerebbe gli attuali assetti del territorio”, ha concluso Zanella.

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