VENEZIA, 18 agosto 2026 – “Nei giorni scorsi abbiamo letto sulla stampa che le Medicine di Gruppo del territorio padovano rischierebbero la chiusura entro la fine dell’anno, con la confluenza nelle Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT) e un rischio occupazionale che riguarderebbe circa 310 lavoratori tra personale di segreteria e infermieristico. Ma il problema non riguarda soltanto a Padova: a Vicenza e provincia la situazione è identica,” dichiara Carlo Cunegato, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra nel consiglio regionale del Veneto.
“Anche nel vicentino diverse Medicine di Gruppo Integrate hanno personale assunto tramite cooperative che non sa cosa succederà dopo dicembre. Sono lavoratrici e lavoratori lasciati nell’incertezza più totale, senza alcuna informazione sul proprio futuro. Una situazione che coinvolge potenzialmente tutta la regione,” prosegue.
“Quello che ci preoccupa di più è che le informazioni vengono tenute nascoste ai lavoratori, probabilmente per non spingerli a cercare un’altra occupazione. È un atteggiamento inaccettabile verso persone che da anni garantiscono un servizio di prossimità fondamentale per i cittadini. La sanità veneta non può permettersi di perdere questo presidio. Le Medicine di Gruppo sono un modello virtuoso di sanità del territorio, che ha dimostrato di ridurre gli accessi impropri al pronto soccorso: smantellarle senza un piano chiaro significa gravare ancora di più sui servizi di emergenza-urgenza già in affanno, generando nuovi codici bianchi, con un carico che oggi viene gestito sul territorio,” aggiunge.
“Per questo presenteremo un’interrogazione in Regione per chiedere alla Giunta Stefani quante siano le Medicine di Gruppo coinvolte nel passaggio alle AFT in tutto il Veneto, quanti lavoratori rischiano il posto e se esista un piano per salvaguardare la loro esperienza professionale. I veneti hanno diritto di sapere se continueranno ad avere un riferimento stabile nel proprio medico di famiglia,” conclude
