Roma, 3 set. – “I recenti fatti di cronaca al nosocomio di Napoli e al San Raffaele, dove sono stati impianti embrioni sbagliati a due donne, segnalano carenze di carattere organizzativo e sistemico che impongono una verifica urgente dell’adeguatezza e dell’effettiva applicazione dei sistemi di tracciabilità, identificazione, etichettatura e controllo già previsti dalla legge. Proprio questi casi hanno fatto emergere l’esistenza di sistemi elettronici di witnessing che permettono la tracciabilità e il controllo di tutto il materiale biologico di ogni paziente che riducono sensibilmente l’evenienza di errori: tuttavia, non esiste in Italia l’obbligo di adottarli per i centri di procreazione medicalmente assistita. Chiediamo pertanto una ricognizione nazionale dei protocolli in uso nei centri PMA pubblici, privati e privati convenzionati, con particolare riguardo all’applicazione e al rispetto degli obblighi esistenti in materia di tracciabilità, identificazione, etichettatura e controllo; l’obbligatorietà dell’adozione dei sistemi elettronici di witnessing per tutti i centri di procreazione medicalmente assistita, naturalmente siano essi pubblici, privati accreditati ed infine, alla luce dei gravi fatti accaduti, l’aggiornamento delle “Linee guida contenenti le indicazioni delle procedure e delle tecniche di procreazione medicalmente assistita” adottate con decreto del Ministero della Salute il 20 marzo 2024”.
E’ quanto afferma la capogruppo di AVS alla Camera Luana Zanella che ha presentato una interrogazione al Ministro della Salute Schillaci.
