VICENZA, 10 SETTEMBRE 2026 – “Oggi suona la prima campanella, ma per decine di bambini e ragazzi con disabilità della provincia di Vicenza il diritto all’istruzione è già compromesso perché mancano le operatrici e gli operatori socio-sanitari che devono garantire loro l’assistenza durante l’orario scolastico. Non siamo di fronte a un disguido organizzativo, ma al risultato prevedibile di scelte che denunciamo da tempo,” dichiara Carlo Cunegato, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in consiglio regionale, annunciando il deposito di una nuova interrogazione regionale.
“Il quadro è questo. A Valdagno, secondo quanto segnalato dall’associazione Insieme almeno una decina di alunni degli istituti Valdagno 1 e Valdagno 2 vedranno ridotte le ore di assistenza, in alcuni casi fino a 8-10 ore settimanali su un tempo scuola di 30 o 40 ore: si tratterebbe in più casi di disabilità gravi, tra cui disturbi dello spettro autistico. Nell’Alto Vicentino, secondo quanto riportato oggi dal Giornale di Vicenza, per garantire adeguata assistenza ai 329 alunni che ne hanno necessità servirebbero 90 operatori, ma la cooperativa ne ha a disposizione soltanto 80: ne mancano dieci. Abbiamo anche saputo, e lo denunciamo con grande rammarico, che in tutta l’Ulss 8 Berica mancano 13 operatori. Questo significa che ben 50 alunni risulterebbero completamente scoperti,” prosegue.
“Sappiamo che il rischio è che questi bambini e ragazzi, nelle ore in cui l’operatore non c’è, siano mandati a casa. Parliamo di alunni non autosufficienti, per i quali l’assistenza è la condizione stessa della frequenza scolastica. La mancanza dell’OSS si traduce in un diritto costituzionale negato il primo giorno di scuola,” aggiunge.
“Purtroppo noi lo avevamo detto. Lo scorso anno avevamo denunciato il caso dei quattro bambini delle elementari di Valdagno mandati a casa perché scoperti, ma soprattutto avevamo avvertito che con queste condizioni di lavoro (stipendi attorno agli 800 euro, contratti a ore e non su tutto l’anno, paghe da protocapitalismo, nessun riconoscimento professionale) si sarebbe innescata una fuga dalla professione. È esattamente quello che è successo: le operatrici con anni di esperienza sulla disabilità se ne vanno e non se ne trovano di nuove. Chi aveva liquidato i nostri allarmi con sufficienza oggi guardi in faccia le famiglie di quei bambini.”
“Chiediamo alla Giunta un intervento immediato, tramite le Aziende Ulss 7 Pedemontana e 8 Berica e in raccordo con i Comuni, per coprire i posti mancanti già in questi giorni. E chiediamo di affrontare la causa vera del problema: finché le operatrici saranno pagate così poco, il personale non si troverà. Servono gare che garantiscano copertura totale del servizio e contratti dignitosi su tutto l’anno. Continueremo a incalzare la Giunta in commissione Sanità e con ogni strumento a nostra disposizione,” conclude.
