VENEZIA, 1° OTTOBRE 2026 – “L’audizione svolta oggi in commissione sul progetto di polo logistico previsto nell’area dell’ex Fornace Cavasin, a ridosso dell’Oasi Lycaena di Salzano, conferma la necessità di fermarsi e riflettere prima di assumere scelte che rischiano di compromettere in modo irreversibile un patrimonio ambientale di valore europeo.” Così i consiglieri regionali di Alleanza Verdi e Sinistra Elena Ostanel e Carlo Cunegato, al termine dell’audizione in commissione II dei soggetti interessati all’intervento.
“Ci ha colpito il fatto che oltre 2.000 cittadine e cittadini abbiano sottoscritto una petizione per difendere un’area che non ha valore soltanto per Salzano, ma per l’intero Veneto. L’Oasi Lycaena è un sito della Rete Natura 2000, riconosciuto come Zona Speciale di Conservazione e Zona di Protezione Speciale. Di fronte a un patrimonio di questo tipo, il principio guida deve essere quello della precauzione e della preservazione. Parliamo di un progetto che, secondo quanto illustrato in commissione, prevede decine di migliaia di metri quadrati impermeabilizzati, un parcheggio per mezzi pesanti, nuove movimentazioni logistiche e un significativo aumento del traffico, in un territorio che già convive, tra gli altri, con l’impatto del Passante di Mestre. Non è una discussione contro qualsiasi riqualificazione dell’ex fornace. Al contrario: riteniamo che quell’area debba essere recuperata e valorizzata. La domanda è quale modello di sviluppo vogliamo sostenere,” dichiarano.
“In Veneto assistiamo da anni alla crescita di piattaforme logistiche e poli di stoccaggio che vengono valutati singolarmente, senza una visione complessiva regionale. Manca una pianificazione che individui dove queste funzioni siano realmente compatibili con il territorio, con le infrastrutture disponibili e con la tutela del paesaggio e della biodiversità. Per questo la Regione deve avviare un percorso normativo che disciplini l’insediamento delle grandi strutture logistiche, seguendo esperienze già sviluppate in altre Regioni. Non è accettabile che strutture capaci di generare importanti impatti ambientali e viabilistici vengano localizzate senza criteri regionali omogenei e rigorosi,” aggiungono.
“Servono regole chiare: vicinanza alle grandi infrastrutture di trasporto, valutazione preventiva degli impatti cumulativi, tutela delle aree agricole, salvaguardia dei siti Natura 2000 e coinvolgimento effettivo delle comunità locali. Il Veneto ha bisogno di uno sviluppo che non sia fatto continuando a consumare suolo e a frammentare gli ecosistemi. Sul caso Oasi Lycaena chiediamo che prevalga l’interesse pubblico, la tutela della biodiversità e una visione di lungo periodo per questo territorio,” concludono Ostanel e Cunegato.
