VENEZIA, 7 OTTOBRE 2026 – “Un impianto che, secondo l’elaborazione di ISDE Padova sui dati dichiarati dalla stessa azienda, immetterebbe in atmosfera ogni anno circa 33 tonnellate di polveri, 8,6 di formaldeide, 12,4 di fenolo e 66 di ammoniaca, a poche centinaia di metri dalle case e a circa 800 metri da due scuole primarie. Di fronte a numeri come questi la prima domanda è una sola: che conseguenze avrà sulla salute di chi vive a Rovigo? Per questo abbiamo presentato un’interrogazione alla Giunta regionale.” Così Carlo Cunegato, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in consiglio regionale, interviene sul progetto della società FIR Srl per un nuovo stabilimento di lana minerale a Borsea, nell’area dell’Interporto di Rovigo, oggi all’esame della Provincia nell’ambito del Provvedimento autorizzatorio unico regionale.
“Rovigo respira già un’aria pesante: secondo ISDE, nel 2024 la media annua di PM2,5 è stata di circa 23 microgrammi per metro cubo, più del doppio del limite di 10 che l’Europa impone dal 2030. L’area ospita già due acciaierie. Aggiungere un nuovo impianto senza valutare l’impatto cumulativo sarebbe irresponsabile. Preoccupa anche la formaldeide, una sostanza classificata come cancerogena per l’uomo dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro,” aggiunge.
“La Regione non può chiamarsi fuori: è l’autorità competente per l’Autorizzazione unica nella Zona logistica semplificata, che in questo procedimento confluisce nel PAUR. Chiediamo alla Giunta di garantire, insieme a Provincia, Arpav e Ulss 5, che l’iter non si chiuda senza una Valutazione di impatto sanitario completa e pubblica e senza una valutazione seria dell’impatto cumulativo con le attività industriali già presenti. A settembre Medicina Democratica ha segnalato che proprio la VIS non risultava pubblicata sul sito della Provincia. Quando in gioco c’è la salute dei cittadini, la trasparenza deve essere totale,” prosegue.
“Siamo al fianco del Comitato No FIR, che ha raccolto oltre 4.000 firme e in questi mesi ha fatto un lavoro straordinario di informazione e approfondimento tecnico, insieme a ISDE e Medicina Democratica. La mobilitazione dei cittadini ha già spinto il Comune a prendere posizione. Ora tocca alla Regione fare la sua parte: prima la salute, poi tutto il resto,” conclude.
