BICI IN TRENO, IL VENETO TRA LE REGIONI DOVE SI PAGA DI PIÙ: 770 EURO L’ANNO PER UN PENDOLARE. CUNEGATO (AVS): “SERVE UN ABBONAMENTO BICI, COME NELLE ALTRE REGIONI”

Venezia, 9 ottobre 2026 — “In Veneto chi vuole lasciare l’auto a casa e andare al lavoro con bici e treno paga più che in molte altre regioni italiane. Il supplemento per la bici costa 3,50 euro al giorno e non è previsto alcun abbonamento: per un pendolare fanno circa 770 euro l’anno, oltre all’abbonamento del treno. È una tassa sulla mobilità sostenibile, che va a colpire proprio i cittadini più virtuosi.” Lo dichiara Carlo Cunegato, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in Consiglio regionale, annunciando una mozione per introdurre sui treni regionali veneti un abbonamento mensile e annuale per la bicicletta al seguito.

“La mozione nasce dalla segnalazione di una cittadina dell’Alto Vicentino che lavora a Vicenza,” spiega Cunegato. “Con il caro carburanti, la signora voleva lasciare a casa l’auto e spostarsi in treno. Per raggiungere il posto di lavoro, tuttavia, ha bisogno anche della bici. Allo sportello le hanno risposto che un abbonamento ferroviario per la bici non esiste e che avrebbe dovuto pagare il supplemento ogni giorno. Soltanto le bici pieghevoli possono viaggiare gratis, generando un paradosso: chi usa una bici normale, cioè quasi tutti, dovrebbe pagare ogni singolo giorno.”

“Il confronto con il resto d’Italia è impietoso. In 6 regioni la bici sul treno è gratuita: Abruzzo, Liguria, Lombardia, Marche, Puglia e Sicilia. In altre, come Friuli-Venezia Giulia, Lazio e Toscana, esistono abbonamenti a tariffa agevolata. In Friuli-Venezia Giulia, per esempio, l’abbonamento bici mensile costa 20 euro. In Campania la bici viaggia gratis il sabato e nei festivi, in Trentino è gratuita per gli abbonati. Il Veneto invece è fermo alla tariffa giornaliera piena, senza alternative per chi il treno lo prende tutti i giorni,” spiega Cunegato.

“La possibilità tecnica quindi c’è. A frenare le Giunte venete di centrodestra sono forse i costi di questa misura? In Abruzzo, dove le bici non pagano nulla, la Regione ha pagato a Trenitalia 37.817 euro per tutto il 2025. Una cifra alla portata anche del bilancio veneto, esangue dopo 15 anni di politica fiscale sregolata imposta prima da Galan e poi da Zaia,” prosegue.

“Il Veneto ha un territorio diffuso, dove le stazioni sono spesso lontane dalle case e dalle zone produttive: la bici è la soluzione naturale per il primo e l’ultimo chilometro,” conclude Cunegato. “Se la Regione vuole davvero favorire la mobilità sostenibile, cominci da qui. Nella nostra mozione chiediamo alla Giunta di introdurre un abbonamento per la bici bici abbinato a quello del treno, di valutare la gratuità per gli abbonati e di garantire posti bici sufficienti sui treni dei pendolari e cicloposteggi sicuri nelle stazioni.”

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