Vicenza, 29 novembre 2025 – Questa mattina l’eurodeputata dei Verdi, Cristina Guarda, ha partecipato all’incontro pubblico “Vicenza e inquinamento. Prendiamoci cura della nostra città”, promosso dall’Ordine dei Medici, dal Comune e dalla Diocesi di Vicenza, presso il Palazzo delle Opere Sociali in piazza Duomo.
“Da Vicenza parte un messaggio chiaro: la salute e il benessere necessitano di prevenzione e serietà politica. È indispensabile guardare con occhio critico a opere e situazioni che possono costituire fonte di rischio, alleandosi con la scienza medica e ambientale indipendente,” dichiara Guarda.
L’iniziativa ha visto la presenza di esperti di livello nazionale e internazionale, che hanno affrontato i temi legati all’inquinamento da micropolveri e PFAS, agli impatti sulla salute umana e animale, e alle responsabilità etiche e istituzionali. “ISDE, Diocesi, Ordine dei Medici e Comune di Vicenza hanno unito le forze per dare voce alle problematiche ambientali e sanitarie che gravano sul nostro territorio. È un’alleanza preziosa, che mette al centro un’informazione critica e costruttiva, capace di orientare scelte politiche e tecniche e di prendersi carico delle comunità e delle persone,” commenta l’eurodeputata.
“Le pressioni esercitate da uno sviluppo incontrollato – il ‘progresso scorsoio’ del poeta Andrea Zanzotto – hanno reso istituzioni e comunità troppo spesso passive di fronte a casi come quello dell’ex Miteni, all’inquinamento dell’aria, o alle grandi opere come Pedemontana Veneta e TAV, progettate senza la necessaria attenzione al bene comune,” aggiunge Guarda, rimarcando “la necessità di una strategia istituzionale che individui e prenda in carico le cosiddette ‘aree di sacrificio’, come il territorio vicentino, esposto a contaminazioni di fonte plurima delle matrici aria e acqua”.
“Le linee di azione prioritarie riguardano la riduzione delle emissioni accompagnata da finanziamenti strutturali per la prevenzione sanitaria, con particolare attenzione ai bambini e alle patologie respiratorie; strategie sanitarie sui PFAS basate sulla presa in carico costante dei cittadini esposti; la bonifica delle aree contaminate e lo stop alla dispersione di inquinanti, come avvenuto nel caso della Pedemontana Veneta; il phase out dei PFAS, con il coinvolgimento dei settori produttivi e il sostegno alla ricerca di alternative, anche attraverso finanziamenti europei e progetti universitari,” conclude l’eurodeputata.
