BRUXELLES, 16 GIU – “I miei colleghi politici in Europa stanno affossando le pratiche agricole sostenibili, rendendole poco remunerative e convenienti. Al contempo, stanno blindando tecnologie che rafforzano solo chi detiene la proprietà dei semi – grandi multinazionali come Bayer e Monsanto – e rendono sempre più deboli i nostri agricoltori. Qui non è una questione di essere a favore o contro la ricerca. La vera domanda è una sola: vogliamo rendere gli agricoltori liberi o no?”.
Lo dichiara in una nota l’eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra Cristina Guarda.
“Il testo uscito dal trilogo e blindato dai relatori del PPE e della destra è una fotocopia delle richieste delle lobby dell’agrochimica. Il Parlamento europeo ha svenduto i suoi stessi mandati storici: sono spariti l’obbligo di etichettatura lungo tutta la filiera per i prodotti di categoria 1 e, soprattutto, il divieto assoluto di brevettabilità. Ci troviamo davanti a un paradosso giuridico e scientifico intollerabile: si pretende che queste piante siano ‘equivalenti’ a quelle tradizionali per evitare controlli sanitari e ambientali, ma poi si permette alle multinazionali di brevettarle come invenzioni industriali”.
“Senza l’obbligo di fornire metodi di tracciabilità e rilevamento, i coltivatori tradizionali e biologici non avranno modo di difendersi. In caso di contaminazione accidentale dei campi da parte dei pollini dei nuovi OGM, il rischio concreto è che l’agricoltore subisca cause milionarie per violazione di brevetto da parte dei colossi sementieri, vedendosi sequestrare il raccolto. Il principio di precauzione non può essere sostituito dal principio del profitto industriale”.
“Chiediamo il rigetto in blocco di questa deregolamentazione pericolosa. Vogliamo ripristinare il divieto di brevetto per le NGT, l’etichettatura obbligatoria per garantire la libertà di scelta del consumatore – che al 90% chiede di sapere cosa mangia – e sistemi rigidi di monitoraggio ambientale. La nostra autonomia alimentare e la dignità del lavoro nei campi passa dal no a questo accordo”, conclude Guarda.
