Mia figlia Emma fa l’animatrice al Grest di Schio. Oggi è uscita di casa con la sua solita allegria, con il sorriso, la forza della sua energia. Dovevano accompagnare i bambini e i ragazzi a Gardaland. Poi Angela mi ha chiamato. Era girata la voce che don Francesco avesse fatto un incidente con un ragazzo del gruppo animatori. Nessuno sapeva chi fosse. Sono gelato. Abbiamo fatto qualche telefonata e fortunatamente abbiamo saputo che Emma era a Gardaland.
Don Francesco è morto. Era una persona amata da tutti, un gran costruttore, un uomo al servizio della nostra comunità. Bambini, ragazzi, famiglie, invece di stare da soli davanti a Tik tok, stavano insieme. Crescevano nella presenza, nel dialogo, nella condivisione, vis a vis. Il sabato corsi di italiano per stranieri. Gruppi di incontri e relazioni, in un mondo di solitudini. Autenticità, in un mondo di apparenza e finzioni. Lo sport tutti i giorni, come palestra di vita. Lui c’era sempre. Infaticabile.
Una grande ferita, lancinante, per il nostro paese. È morto anche un ragazzo animatore di 16 anni. Una rovina. La vita è una lotteria. A volte tragica.
Schio oggi piange e piangiamo anche noi. La vita alle volte deraglia e appare ingiusta. Condoglianze, un abbraccio alle famiglie. Potevamo essere noi al loro posto. Vi siamo immensamente vicini, anche se tutto questo non ha senso, è difficile davvero, forse impossibile, da capire e digerire.
Non ci resta che stringerci tutti assieme. Non ci resta che lavorare perché i semi che hanno piantato Don Francesco, e questo ragazzo, continuino a germogliare e a donare i frutti di una comunità che, grazie a loro, poteva definirsi tale.
