BRUXELLES, 28 SETTEMBRE 2026 – “L’impresa Pizzarotti ha dovuto presentare un ricorso per decreto ingiuntivo contro la Fondazione Milano-Cortina per farsi pagare le fatture della pista da bob, slittino e skeleton. È l’ennesima conferma che dietro l’organizzazione dei Giochi c’è una gestione economica fuori controllo, che ora coinvolge anche i rapporti con le imprese”, dichiara l’eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra Cristina Guarda.
“Lo Sliding Centre è lo stesso impianto che ha riportato danni per oltre un milione di euro durante le Olimpiadi, mai risarciti dalla Fondazione, e lasciato in stato di incuria. Oggi scopriamo che a quei debiti si aggiungono anche le fatture non saldate: un quadro che certifica come la Fondazione non sia in grado di far fronte alle proprie obbligazioni, né verso i territori né verso chi ha realizzato le opere”, continua Guarda.
“Tutto questo mentre a Cortina la nuova cabinovia Socrepes viaggia al 50% della capacità operativa nel primo anno di esercizio e resta il dubbio, mai chiarito, se le perdite di impianti come la pista da bob debbano essere coperte con i proventi di altri impianti o con i canoni degli alloggi comunali. Chiediamo trasparenza totale sui conti: i cittadini hanno diritto di sapere chi paga davvero per i debiti olimpici”, spiega.
“Che il Comune di Cortina si chiami fuori dalla vertenza tra Pizzarotti e la Fondazione è la fotografia di un modello che scarica costi e responsabilità sui territori, senza alcun controllo democratico. Lo denunciamo da sei anni: le Olimpiadi di Milano-Cortina si confermano un’operazione a debito, il cui conto continueranno a pagarlo i cittadini veneti, eredità dello stile di gestione di Zaia e della Lega”, conclude Guarda.
