Bruxelles, 3 novembre 2026 – “Oggi i sindacati agricoli europei scendono in piazza a Bruxelles per difendere la condizionalità sociale nella PAC. Una mobilitazione necessaria, dopo che il Consiglio Agrifish ha scelto di escludere questo principio dalla propria posizione sulla PAC post-2027. Voglio esprimere pieno sostegno a lavoratrici, lavoratori e organizzazioni sindacali che chiedono una cosa semplice: chi riceve soldi pubblici europei deve rispettare i diritti di chi lavora nei campi. Non può esserci un’agricoltura sostenuta dall’Europa che tollera lo sfruttamento”, lo dichiara in una nota Cristina Guarda, eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra.
“La condizionalità sociale è stata una conquista importante: per la prima volta ha legato concretamente l’accesso ai contributi della PAC al rispetto delle norme sul lavoro, sulla salute e sulla sicurezza. Oggi rischiamo di cancellarla proprio mentre il settore agricolo continua a fare i conti con lavoro irregolare, caporalato, intermediazione illecita e condizioni di lavoro inaccettabili. Secondo i dati richiamati da EFFAT, il lavoro non dichiarato o sottodichiarato riguarda circa il 32% dell’occupazione agricola europea, contro il 5% del totale dell’economia”.
“È particolarmente grave che questa scelta arrivi dopo che l’Italia aveva promosso, insieme alla Spagna, un’iniziativa proprio per difendere la condizionalità sociale. Ma al momento del compromesso in Consiglio, la misura è stata sacrificata. Il ministro Lollobrigida ha dichiarato di non condividere la cancellazione, ma ha comunque sostenuto l’intesa. Non basta dichiararsi contrari: bisogna assumersi la responsabilità delle decisioni che si approvano”.
