STUDENTI. CUNEGATO (AVS): “ASSESSORE FDI DEL VENETO EVOCA LE SBERLE CONTRO I RAGAZZI IN PIAZZA. LA DESTRA CONDANNA LA VIOLENZA? PRENDA LE DISTANZE”

VENEZIA, 30 OTTOBRE 2026 – “Mentre tanti studenti scendevano in piazza contro il caro vita e per il loro futuro, un assessore regionale ha pensato bene di commentare sui social che i loro padri avrebbero dovuto dargli più ‘sberloni’. È inaccettabile. La destra si riempie la bocca di condanne della violenza e poi è la prima a invocarla, con un linguaggio violento e machista che un rappresentante delle istituzioni non dovrebbe mai permettersi. Se davvero la destra condanna la violenza, il presidente Stefani e Fratelli d’Italia prendano subito le distanze dalle parole del loro assessore.” Così Carlo Cunegato, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in consiglio regionale, commenta il post pubblicato oggi su Facebook da Diego Ruzza, assessore regionale ai Trasporti in quota Fratelli d’Italia, che commentava la mobilitazione studentesca con le frasi “Mamma quanti ‘sberloni’ mi avrebbe dato mio Padre!!” e “Vedo in giro i frutti delle sberle mai prese”.

“Caro assessore Ruzza, mi dispiace per i padri che avete avuto. I nostri padri e le nostre madri ci hanno insegnato altro: ci hanno insegnato a scendere in piazza, a manifestare per le nostre idee, contro le ingiustizie, per un mondo migliore. Ci hanno insegnato che il silenzio non ha mai cambiato niente. E ce lo hanno insegnato con l’esempio. Negli anni in cui questo Paese è cresciuto davvero, gli anni del progresso civile, sociale, economico e materiale, le piazze erano piene. Erano gli anni delle grandi lotte sociali, in cui lavoratori, studenti e donne hanno conquistato i diritti che ancora oggi difendiamo e di cui gode anche lei: la sanità pubblica, la scuola pubblica, lo Statuto dei lavoratori, salari più dignitosi. Niente di tutto questo ci è stato regalato o è caduto dal cielo. Tutto è stato conquistato, spesso scendendo in piazza,” dichiara Cunegato.

“Oggi quei diritti vengono smontati pezzo dopo pezzo: una sanità sempre più privata, una scuola sempre meno capace di creare mobilità sociale, salari sempre più fragili. Per questo gli studenti scendono in piazza, contro il caro vita, per difendere ancora quei diritti e per dire che questo Paese, se vuole avere ancora un futuro, li deve ascoltare. Noi siamo con loro,” prosegue.

“Se invece i vostri padri vi hanno insegnato a stare zitti, a chinare la testa e a farvi andare bene tutto, ci dispiace davvero. Ma se tutti fossero stati come voi, nella storia non ci sarebbe mai stato progresso. Da un assessore della Regione Veneto ci aspettiamo rispetto per i giovani e per il diritto costituzionale a manifestare, non l’apologia degli schiaffi. Le sberle ve le lasciamo: noi, a questo linguaggio violento, preferiamo la democrazia, la partecipazione e il coraggio di chi non si arrende,” conclude.

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