VENEZIA, 27 AGOSTO 2026 – “Non abbiamo bisogno di questa finta autonomia. Abbiamo bisogno di aumentare il fondo sanitario nazionale in maniera cospicua, abbiamo bisogno di togliere il tetto di spesa al personale sanitario, che serve solo per privatizzare la sanità, per trasformare un diritto inviolabile in una merce.” Così Carlo Cunegato, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in consiglio regionale.
“È successo di nuovo. Che cos’è il tetto di spesa al personale sanitario? Il governo Berlusconi impose con la legge 191/2009 un tetto di spesa al personale sanitario pubblico, che veniva fissato alla spesa del 2004, ridotta del 1,4%. Questa scelta è stata fatta all’insegna delle politiche dell’austerità, per cui la privatizzazione della sanità non è un effetto collaterale, ma l’obiettivo. La privatizzazione della sanità, che toglie diritti ai cittadini, è una chance di arricchimento per i detentori di capitale. Un business ad alto valore aggiunto e non delocalizzabile, dove si stanno catapultando i grandi capitalisti italiani, dagli Angelli, ad Angelucci, il deputato della Lega più assenteista della storia, che fa affari con il pubblico. I conflitti di interesse, si sa, non interessano in questo paese, anche se ci impoveriscono.”
“Per il 2026 il tetto di spesa in Veneto è di 3 miliardi e 505 milioni. Il sindacato degli infermieri ha dichiarato con una nota che il direttore generale Giancarlo Bizzarri in un loro incontro ha affermato che il tetto di spesa assegnato alla Ulss2 di Treviso è già finito e che, di conseguenza, non si potranno più fare assunzioni. In agosto. Una vergogna. Sapete qual è il paradosso? Non si può più assumere personale strutturato, quindi pubblico, ma si può ricorrere alle esternalizzazioni alle cooperative, alle partite IVA, o al privato in convenzione. Lo capite o no che il tetto di spesa è fatto apposta per privatizzare? In un paese dove ormai il 10% dei cittadini non si cura più, in una Regione che ha il record di spesa privata out of pocket, tutto questo dovrebbe innescare un moto di indignazione collettiva.”
“Stefani, senza lasciarci il tempo di approfondire le 4 pre-intese, vuole farci votare la settimana prossima l’autonomia, per vendersela il 20 Settembre a Pontida e salvare il suo eroe Salvini. Partiamo dalla premessa fondamentale: non ci sarà un euro in più. C’è scritto chiaramente. Sapete cosa prevede per la sanità? L’autonomia, in sintesi, per la sanità prevede tre cose. Primo: autonomia nello stabilire le tariffe delle prestazioni. Tuttavia, se il fondo sanitario è insufficiente, come ha ricordato l’assessore Gerosa che parla di un aumento del fondo del 1,8% con un aumento di spesa del 13,4%, l’inevitabile virata verso il privato andrà di pari passo a profitti ancora più gonfiati, se la Regione deciderà di aumentare le tariffe. Secondo: autonomia nello stabilire le spese del personale. Tuttavia, se il fondo sanitario nazionale rimane insufficiente, non solo, secondo il Def calerà fino al 5,92% del Pil al 2028, come faccio a pagare salari più alti o assumere più personale? Se rimane il tetto di spesa, che a Treviso è già finito ad agosto e non ho risorse cosa succede? Ovvio, il personale vira verso il privato. Terzo: autonomia nell’istituire fondi sanitari integrativi. Ovvero, aumentare le assicurazioni private. Tutto questo, come ci spiegano i medici di base è molto grave. Da una parte uccide il principio dell’universalità ed è molto semplice capirlo. Se un quarto degli italiani ha l’assicurazione, vuol dire che tre quarti non ce l’hanno, con buona pace del principio di uguaglianza. Un colpo al cuore alla Costituzione. Poi cambia l’immaginario: chi ha l’assicurazione, raccontano i medici di base, non chiede nemmeno la ricetta e va direttamente dal privato.”
