CUNEGATO (AVS): “EMERGENZA CASA, LA REGIONE (NON) RISPONDE CON UNA LEGGE REPRESSIVA”

VENEZIA, 7 SETTEMBRE 2026 – “Oggi in Consiglio regionale abbiamo discusso una proposta di legge che, nelle intenzioni della maggioranza, dovrebbe affrontare il tema dell’edilizia residenziale pubblica. Ma la verità è che questo provvedimento non risponde in alcun modo all’emergenza abitativa che sta travolgendo migliaia di veneti.” Così capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in Consiglio regionale, Carlo Cunegato, a margine della discussione in aula del progetto di legge sul contrasto alle occupazioni abusive degli alloggi di edilizia residenziale pubblica.

“Stiamo vivendo un combinato disposto drammatico: i salari crollano e i prezzi delle case aumentano. L’Ufficio Parlamentare del Bilancio certifica che dal 1990 i salari italiani hanno perso il 6,6% del potere d’acquisto, ma tra i più poveri la situazione è devastante: il 10% più povero ha perso il 40%, il 25% più povero il 31%. Nel frattempo, gli affitti sono aumentati del 50% e in provincia di Vicenza un appartamento di 50 metri quadri costa ormai il 40% di un salario medio. Così i giovani non riescono ad autodeterminarsi, non riescono a costruire una vita,” dichiara Cunegato.

“Mentre tutto questo accade, qual è la priorità della Regione Veneto? Non un piano casa, non investimenti, non il recupero degli alloggi. In quindici anni di governo della Lega le case ATER sfitte sono passate dal 7% al 22%. Un disastro che fotografa l’inerzia totale della destra veneta nella politica della casa,” prosegue.

“Il primo provvedimento che la maggioranza porta in aula è una legge repressiva che introduce nuove cause di esclusione dall’accesso alle case popolari, alcune delle quali prevedono addirittura l’impossibilità a vita di presentare domanda. Una cosa che non si è mai vista, incompatibile con lo stato di diritto: da Beccaria in poi la pena deve essere rieducativa, si deve sempre pensare che una persona possa migliorare e rientrare nella società. Qui invece si dice: se sbagli, sei fuori per sempre.”

“Chi parla di repressione dovrebbe tornare nelle case popolari. Io ci vado spesso, bussando alle porte delle persone: ho trovato solitudine, malattia, degrado, povertà estrema. È in questi contesti che talvolta si insinua l’illegalità. Rispondere con l’esclusione a vita significa abbandonare i più fragili e scaricare sui Comuni problemi ancora più gravi,” aggiunge Cunegato.

“Per queste ragioni siamo contrari alla legge repressiva che ci è stata proposta oggi. Una legge che non affronta l’emergenza abitativa, non aumenta l’offerta di alloggi, non recupera gli immobili sfitti, non sostiene giovani e famiglie. Serve un vero Piano casa, con investimenti strutturali e continui, non misure punitive. Serve recuperare gli alloggi ATER, aumentare l’edilizia popolare e sostenere chi è in difficoltà. Tenendo a mente che questo tema inciderà sempre più profondamente nella vita dei veneti, soprattutto dei più fragili,” conclude.

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