Roma, 17 set. – “Avevamo chiesto al ministero della Salute un aggiornamento delle Linee guida sulle procedure e tecniche di procreazione medicalmente assistita alla luce dei due gravissimi scambi di embrioni avvenuto di recente negli ospedali di Napoli e Milano ma ci è stato risposto di fatto, durante un question time in commissione, che è tutto sotto controllo. Sapevamo che la vigilanza sui centri PMA è affidata allo stesso Ministero della Salute, attraverso il Centro nazionale Trapianti e del Registro Nazionale PMA istituito presso l’Istituto Superiore di Sanità, e che l’accordo Stato Regioni del 15 marzo 2012 definisce i requisiti minimi dei Centri PMA: tuttavia, proprio dopo quei due gravissimi casi, che il Ministero della sua risposta ignora, ci sembra opportuno estendere l’obbligo del sistema di tracciabilità elettronico witnessing ma anche su questo non abbiamo avuto risposta se non la conferma che non è oggi obbligatorio. A questo punto chiederemo con una nuova interrogazione se gli strumenti e la capacità di controllo che lo Stato ha nei centri pubblici e privati convenzionati di fecondazione assistita siano gli stessi anche presso i centri privati”.
Lo riferisce la presidente di AVS alla Camera Luana Zanella.
