VENEZIA, 3 NOVEMBRE 2026 – “La variazione di bilancio regionale mette 160 milioni sulle strade e nulla sul trasporto su rotaia. Chi governa il Veneto è figlio sempre del solito paradigma: riesce a immaginare il trasporto solo su gomma e non riesce a concepire quello su rotaia.” Lo dichiara Carlo Cunegato, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in consiglio regionale, intervenendo in aula sulla variazione al bilancio di previsione 2026-2028.
“I numeri sono chiari. Nel 2026 la variazione investe 16,86 milioni sulle strade, 1,39 sulle ferrovie e 0,55 sul trasporto pubblico locale, quello usato anche dagli studenti. Poi c’è un’ennesima variazione per pagare 11 milioni di minori entrate della Pedemontana. Gli impegni pluriennali spiegano ancora meglio dove si sta andando: 160 milioni sulle strade, zero sulle ferrovie, zero sul trasporto pubblico locale, zero sulla mobilità sostenibile,” prosegue.
“Poco tempo fa, a Schio, l’ingegner Romeo, manager delle Ferrovie per il Nord-Est, ci ha spiegato che il progetto per elettrificare la Schio-Vicenza c’è. Servono cinque anni tra bandi e lavori, a partire da quando ci saranno i soldi. Oggi quest’opera, importantissima per il nostro territorio, costa 90 milioni ma ha un finanziamento di soli 3,5 milioni, previsti nel Contratto di programma tra Ministero e RFI. Non si può continuare a dire che i soldi non ci sono. La destra che governa la Regione trova 160 milioni per 4,2 chilometri di strada, quasi 38 milioni al chilometro, e non trova 90 milioni per una linea che va ancora col treno a gasolio, impiega 53 minuti per fare 30 chilometri e non ha treni di ritorno dopo le 21. Un territorio generoso e intraprendente viene ancora lasciato senza risorse. Si potevano mettere 90 milioni sulla Schio-Vicenza e risparmiarne ancora 70. I soldi ci sono, ma bisogna decidere dove metterli: la Regione decide di metterli ancora sulle strade. Nel frattempo, dopo anni di governo a Roma, la destra non è riuscita a trovare 90 milioni per la Vicenza-Schio, mentre ha messo a bilancio quasi 15 miliardi per il Ponte sullo Stretto,” aggiunge.
“Intanto la linea è sempre più vecchia. A ottobre in un solo giorno sono stati soppressi tre treni, con tre ore senza corse da Vicenza a Schio, e per due settimane di fila il treno delle 17.09 è arrivato con mezz’ora di ritardo: su questo ho presentato un’interrogazione. Sulla linea viaggia un treno di cui non si trovano più i ricambi, perché nessuno costruisce più treni a gasolio. E i pendolari aumentano, perché le famiglie non riescono più a pagare 500-600 euro per l’affitto di una stanza in una città universitaria. Se non si interviene in fretta, non si riuscirà più nemmeno a garantire una manutenzione seria,” conclude.
