Ministro risponda su porti d’arma
Roma, 5 Mar. “10 Milioni di detonatori e 314mila munizioni cvili sono stati sequestrati al porto di Ancona nell’ambito dell’operazione “Clean Shot”, condotta dalla Guardia di Finanza. Il materiale si trovava su un tir diretto in Grecia e la merce era destinata a Cipro. La vicenda torna a riproporre il grande tema del controllo sulle armi ad uso civile, venatorio o da tiro al segno, non di materiale bellico ma allo stesso molto pericolosissimo: i detonatori possono innescarsi accidentalmente, una loro eventuale esplosione a bordo avrebbe potuto causare conseguenze catastrofiche. Ed in ogni caso si tratta di armi. La Commissione europea ha già invitato l’Italia a recepire correttamente le disposizioni della direttiva sulle armi fa fuoco: le armi usate dai civili anche per fini venatori e sportivi vengono concesse con procedure troppo semplici, anche a persone molto anziane, senza adeguate verifiche delle condizione psichiche dei richiedenti. Inoltre, esiste un enorme problema legato all’uso criminale delle armi da caccia, non esistono norme sufficientemente rigide, e occorre un monitoraggio su 1 milione e 500 mila porto d’armi, anche sulle condizioni di detenzione, se siano adeguate a prevenire furti. Il loro numero è comunque molto alto considerando che i cacciatori sono 475 mila e gli iscritti alle Federazioni del Tiro del Coni meno di 100 mila : c’è bisogno di verifiche attente, anche considerando l’aspetto della crescita dei femminicidi: avere un’arma deve essere uno stato di eccezione: il ministro dell’Interno Piantedosi non ha mai risposto alla nostra interrogazione, lo sollecitiamo a farlo”.
Così la capogruppo di AVS alla Camera Luana Zanella.
