BRUXELLES, 6 MAG – “Portare in Europa l’esperienza di chi coltiva in modo diversificato, usando legumi e intercolture, è un dovere: i miei colleghi parlamentari devono conoscere i benefici straordinari di queste pratiche per la nostra terra e per l’economia delle nostre aziende agricole, a partire da un drastico abbattimento dei costi di produzione”. Lo ha dichiarato l’eurodeputata Cristina Guarda di Alleanza Verdi e Sinistra, promotrice e organizzatrice dell’evento “Boosting Intercropping in the EU – Rilanciare le intercolture in UE: dalla ricerca all’azione politica”, tenutosi oggi presso il Parlamento Europeo.
L’iniziativa, co-ospitata dall’eurodeputato Dario Nardella (S&D), ha riunito accademici, rappresentanti della Commissione Europea (DG AGRI), agricoltori e stakeholder di settore per fare il punto sui progetti di ricerca “Horizon Europe” e discutere su come la futura Politica Agricola Comune (PAC) potrà incentivare la diversificazione colturale.
“Le intercolture offrono risposte concrete a sfide epocali: fissano l’azoto nel terreno e riducono drasticamente la nostra dipendenza dall’importazione di fertilizzanti chimici e fitosanitari, un tema quanto mai attuale e urgente. Non solo: aumentano la qualità del suolo e la biodiversità, restituendo ai nostri campi resilienza e sostenibilità” spiega Guarda.
“Investire su questo modello significa garantire benessere collettivo, salute, produttività e sicurezza alimentare. Tuttavia, per trasformare la ricerca in realtà diffusa, serve un cambio di passo politico: conoscere a fondo questi benefici scientifici e pratici ci permette di abbattere finalmente le barriere tecniche, economiche, di mercato e culturali che ancora frenano i produttori. Il nostro obiettivo è fare in modo che l’intercoltura diventi una pratica riconosciuta, incentivata e normalizzata in tutta l’Unione Europea”, ha concluso Guarda.
All’incontro hanno preso parte, tra i relatori, esperti di istituti europei come il CIRAD, l’Università di Hannover e l’Università di Firenze, rappresentanti di Farm Europe e IFOAM Organics Europe, e coltivatori diretti che hanno condiviso soluzioni applicative sul campo.
