ROMA – «Mentre a Herat centinaia di adolescenti vengono brutalmente repressi a colpi di bastoni, taser e armi da fuoco per aver sfilato al grido di “lavoro, scuola, libertà”, l’Unione Europea accoglie delegazioni talebane a Bruxelles. È un cortocircuito politico ed etico che la nostra diplomazia non può avallare».
Lo dichiara Luana Zanella, capogruppo di AVS alla Camera, annunciando un’interrogazione al Ministro Tajani. L’iniziativa parlamentare trae origine dai drammatici fatti documentati nel quartiere periferico di Jibril a Herat, dove una manifestazione spontanea di circa 300 giovanissimi hazara — guidata da due ragazze ed esplosa per protestare contro la sistematica cancellazione dei diritti fondamentali — è stata soffocata nel sangue dalle forze talebane. “Le ricostruzioni di stampa attestano un bilancio tragico”, dice Zanella, “almeno sei morti e oltre venti feriti gravi, tra cui un bambino di appena 10 anni. Dall’agosto 2021 a oggi, oltre 70 decreti liberticidi hanno letteralmente cancellato le donne dalla vita pubblica afghana: è stato loro vietato di studiare, lavorare, viaggiare da sole, frequentare i parchi o persino far sentire la propria voce in pubblico, considerata dal regime come ‘intimità da nascondere’. A questo quadro di vero e proprio apartheid di genere e di smantellamento di ogni tutela legale contro i matrimoni precoci, le istituzioni internazionali ed europee stanno rispondendo con segnali devastanti e contraddittori’. Esiste una netta contrapposizione tra le decisioni della giustizia internazionale e la linea pragmatica intrapresa da Bruxelles: se la Corte Penale Internazionale ha chiesto il mandato di arresto per crimini contro l’umanità e di genere nei confronti della guida suprema talebana Haibatullah Akhundzada e del presidente della Corte Suprema Abdul Hakim Haqqani, l’Unione Europea ha contestualmente ospitato a Bruxelles una delegazione dell’Emirato Islamico per incontri definiti “tecnici” ma volti a facilitare i rimpatri forzati. Spacciare per un semplice passaggio tecnico la trattativa sui rimpatri con i delegati di Kabul significa offrire una legittimazione politica de facto a un regime criminale e liberticida”, conclude Zanella. “Chiediamo al Governo italiano e al Ministro Tajani di adoperarsi con fermezza in tutte le sedi opportune: l’Europa non può condannare i crimini del regime afghano a parole e contemporaneamente cooperare con i talebani per le espulsioni, minando alla radice la propria credibilità morale e diplomatica”.
