“Dov’è il Governo del Made in Italy mentre agricoltori e autotrasportatori non riescono più a sostenere i costi e gli studenti chiedono un futuro?
Il caro carburanti sta rovinando la vita di chi produce il nostro cibo, di chi lo trasporta e di chi tra poco non potrà più permetterselo. Le famiglie perdono potere d’acquisto, mentre i giovani scendono in piazza per chiedere più investimenti nella scuola e meno risorse per le armi. Sono proteste diverse, ma raccontano tutte la stessa crisi: quella di un Paese in cui lavorare non basta più e costruirsi un futuro diventa sempre più difficile.
Il Governo risponde richiamando il reato di blocco stradale e trattando il disagio giovanile come un problema di ordine pubblico. Ma dov’è la politica? Dove sono le risposte sul caro energia, sui salari e sulle opportunità per i giovani?
Meloni smetta di mettere gli uni contro gli altri e si assuma la responsabilità di aver fallito. Anni di ritardi sulla transizione energetica hanno lasciato lavoratori e imprese esposti alla volatilità dei combustibili fossili, mentre i profitti si concentrano nelle mani delle grandi multinazionali.
Servono interventi immediati sul caro carburanti, una tassa sugli extraprofitti energetici e investimenti in agricoltura, scuola e servizi pubblici.
Invece di militarizzare le città, ascoltiamo chi protesta. Guardiamo le nostre periferie e chiediamoci perché tanti giovanissimi non vedano prospettive per il futuro.
Agricoltori, camionisti, lavoratori e studenti non sono nemici. Il problema è una politica che scarica i costi della crisi sulle persone e protegge i privilegi dei più forti”.
