VENEZIA, 28 OTTOBRE 2026 – “Ogni minuto, in Veneto, più di undici metri quadrati di terreno spariscono sotto cemento e asfalto. Nel 2025 abbiamo perso altri 584 ettari di suolo e il Veneto si conferma la seconda regione d’Italia per consumo di suolo, con l’11,87% del territorio coperto da superfici artificiali contro una media nazionale del 7,19%. Peggio di noi fa solo la Lombardia. Sono numeri drammatici, che raccontano un territorio divorato pezzo dopo pezzo.” Così il gruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in consiglio regionale, con Carlo Cunegato ed Elena Ostanel, commentando i dati del Rapporto Ispra 2026 sul consumo di suolo.
“Lo denunciamo da anni e ogni anno i dati ci danno ragione. E nell’ultimo anno il fenomeno, anziché rallentare, è cresciuto. Intanto sul territorio si continuano a cancellare campi e aree verdi: a Isola Rizza, nel Veronese, dieci ettari di verde sono spariti in un anno per far posto a un polo logistico-produttivo. Capannoni, magazzini, piazzali: questo è il modello di sviluppo che la destra veneta continua a difendere,” proseguono.
“Nel 2017 la giunta Zaia approvò la legge regionale 14 presentandola come la legge del ‘consumo di suolo zero’. Ma è vero il contrario: nove anni dopo, il cemento continua ad avanzare, grazie a deroghe ed eccezioni che hanno svuotato la legge dall’interno. È l’ennesimo fallimento della destra che governa il veneto. Per questo chiediamo una revisione profonda della legge 14/2017, con un obiettivo vincolante di stop al consumo di suolo, la fine delle deroghe e un piano serio di rigenerazione e depavimentazione. Il Veneto, secondo Ispra, è anche la prima regione d’Italia per superfici potenzialmente restituibili al verde: quasi 32 mila ettari. Da qui bisogna ripartire,” aggiungono.
“Nella manovra di bilancio daremo battaglia con decine di emendamenti per difendere ogni zolla di terra, ogni prato, ogni albero di questa regione. Andrea Zanzotto, che il Veneto lo ha raccontato e amato come pochi, chiamava tutto questo ‘progresso scorsoio’: un cappio che si stringe attorno al collo di chi crede di andare avanti. Lo aveva visto con decenni di anticipo, guardando le colline del suo Quartier del Piave riempirsi di capannoni. Oggi, purtroppo, i dati di Ispra gli danno ragione ancora una volta,” concludono Cunegato e Ostanel.
