Lettera firmata da 49 europarlamentari dopo l’inchiesta di Fanpage sulla rete di Yossi Dagan a Bruxelles
Bruxelles, 4 novembre 2026 – 49 eurodeputati hanno scritto alla presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, per chiedere di fare luce sul “Gruppo degli Amici di Giudea e Samaria”, un intergruppo informale che promuoverebbe l’espansione degli insediamenti israeliani illegali nei Territori palestinesi occupati. La lettera è promossa da Cecilia Strada, Brando Benifei (PD), Benedetta Scuderi e Cristina Guarda (AVS), e nasce dall’inchiesta di Fanpage sulla rete costruita da Yossi Dagan, presidente del Consiglio regionale di Samaria, all’interno del Parlamento europeo.
Il gruppo è stato fondato nel 2017 su iniziativa di Dagan, che amministra oltre trenta insediamenti illegali nel nord della Cisgiordania occupata, e rilanciato nel luglio 2024, pochi giorni dopo il parere con cui la Corte internazionale di giustizia aveva ribadito l’illegalità degli insediamenti. Alla presentazione del gruppo, riferisce Fanpage, hanno partecipato quindici eurodeputati, tra cui due italiani di Lega e Fratelli d’Italia.
“Il Parlamento europeo non può ospitare chi lavora per smontare il diritto internazionale che l’Unione dovrebbe impegnarsi a difendere”, dichiarano gli eurodeputati Cecilia Strada, Brando Benifei (PD), Benedetta Scuderi e Cristina Guarda (AVS). “L’inchiesta di Fanpage mostra una rete strutturata, che dopo il parere della Corte dell’Aia ha scelto di rilanciarsi proprio a Bruxelles per contrastarne gli effetti. Chiediamo alla presidente Metsola di chiarire se il gruppo sia ancora attivo, chi ne faccia parte e con quale status, e ai Questori di verificare se la partecipazione di Dagan e del Consiglio regionale di Samaria alle attività del Parlamento abbia rispettato le regole su trasparenza, registrazione e accesso. Cisgiordania e Striscia di Gaza sono riconosciute da UE, Corte internazionale di giustizia e Nazioni Unite come Territori palestinesi occupati, e la loro annessione è contraria alla Carta dell’ONU e alla risoluzione 242 del Consiglio di sicurezza. Se emergeranno violazioni, ci aspettiamo misure concrete e il divieto di ogni attività del gruppo. Anche in assenza di violazioni resta una questione politica: un intergruppo che si oppone all’etichettatura dei prodotti degli insediamenti e che promuove violazioni del diritto internazionale è incompatibile con i valori su cui si fonda l’Unione e con l’articolo 3(5) del Trattato. Non possiamo condannare la violenza dei coloni e, allo stesso tempo, consentire le attività di un intergruppo che la promuove. Non saremo mai complici del genocidio palestinese.”
Così gli eurodeputati Cecilia Strada, Brando Benifei, Benedetta Scuderi e Cristina Guarda in una nota.
