RALLY NEI COLLI EUGANEI, GUARDA (AVS): “UNA GARA NEL CUORE DI UNA RISERVA UNESCO E DI UN SITO NATURA 2000, SENZA VALUTAZIONE DI INCIDENZA”

BRUXELLES, 5 NOVEMBRE 2026 – Il 1° Rally dei Colli Euganei, in programma il 21 e 22 novembre, porterà una gara automobilistica a cronometro dentro un’area tutelata dall’Unione europea e riconosciuta dall’UNESCO. Secondo la cartografia pubblicata dallo stesso Ente Parco, la prova speciale “Roccolo – Cingolina”, tra Galzignano Terme e Torreglia, corre per circa 2,4 km sui 4,1 cronometrati nella zona core della Riserva della Biosfera “Colli Euganei”, riconosciuta nel 2024. Per circa 1,8 km attraversa inoltre una Riserva Naturale Orientata, dove le regole del Parco non ammettono manifestazioni motoristiche.
L’area fa parte del sito Natura 2000 “Colli Euganei – Monte Lozzo – Monte Ricco”. La direttiva Habitat (92/43/CEE, art. 6) prevede un’opportuna valutazione di incidenza per ogni progetto che possa avere effetti significativi su un sito Natura 2000. Dai documenti ottenuti da Europa Verde Padova con un accesso civico, questa valutazione non risulta attivata.
Le Linee guida nazionali per le Riserve della Biosfera, approvate dal Comitato tecnico nazionale MAB del Ministero dell’Ambiente, descrivono le zone core come aree in cui sono consentite “unicamente la ricerca e attività a impatto zero”. Il 5 novembre Europa Verde Padova ha scritto al Comitato, chiedendo che la vicenda sia considerata nel monitoraggio periodico della Riserva. Anche comitati e associazioni del territorio si stanno muovendo.

“Si può chiedere all’Europa di proteggere i nostri territori e poi chiudere un occhio quando si corre nel cuore di una Riserva della Biosfera?”, lo dichiara in una nota l’europarlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra Cristina Guarda. “Natura 2000 e l’UNESCO non sono etichette da esporre, sono impegni. Una gara motoristica in un’area dove dovrebbero essere ammesse solo attività a impatto zero, senza valutazione di incidenza, va contro lo spirito e la lettera delle regole europee. Questo rischia di essere l’ennesimo caso da portare all’attenzione della Commissione europea. Il Parco intervenga subito: dopo il 21 novembre sarà troppo tardi”, conclude l’eurodeputata.

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