Roma, 24 ott. – “Abbiamo chiesto al Governo urgenti misure per la messa in sicurezza dell’intera Valle del Boite e la Variante stradale in corso di costruzione, compreso il Ponte stradale sul Ru Secco”. Lo afferma la capogruppo di AVS alla Camera Luana Zanella, prima firmataria di una interrogazione al ministro della Protezione civile Nello Musumeci, presentata “dopo la presentazione, lo scorso 13 ottobre del nuovo Piano di protezione civile (a breve verrà sottoposto all’esame del Consiglio comunale per l’aggiornamento di quello approvato con la delibera n.39 del 29 novembre 2013, integrato con successiva Delibera di Giunta Comunale n.58 del 13/07/2020). Il punto è che questo Piano prevede (pag. 99, paragrafo 2.4 titolato Rischio idrogeologico) che ‘… Nel centro di San Vito di Cadore lo scenario più critico è rappresentato dalle colate detritiche lungo il Ru Seco. In corrispondenza alla galleria idraulica, il materiale trasportato potrebbe ostruire il deflusso e coinvolgere abitazioni, piazza Serantoni, veicoli e persone presenti nell’area. Considerata la rapidità e la possibile impulsività del fenomeno, oltre ai danneggiamenti dei beni, risulterebbe esposta anche l’incolumità delle persone’. Lo scenario di rischio è classificato come R4 che il D.P.C.M. del 29 settembre 1998 definisce così: “[…] sono possibili la perdita di vite umane e lesioni gravi alle persone, danni gravi agli edifici, alle infrastrutture e al patrimonio ambientale, la distruzione di attività socioeconomiche’. Lo scenario è davvero terribile e conferma la forte criticità, più volte denunciata in passato dal Comitato NO VARIANTE ANAS di San Vito di Cadore, dell’area compresa tra l’imbocco della “galleria idraulica” di attraversamento della SS51 (tombinatura del Ru Secco) e la confluenza del Boite, in quanto la possibile portata in arrivo alla sezione di imbocco è superiore alla capacità di portata della galleria che insiste nel centro del paese, con il rischio di esposizione delle fondazioni della Variante stradale in corso di realizzazione, in conseguenza di fenomeni di colate detritiche e consequenziali allagamenti. Appare peraltro inspiegabile come il Piano non faccia alcuna menzione della Variante stradale in corso di costruzione, né nelle planimetrie allegate, né sotto il profilo del rischio idraulico ed idrogeologico, nonostante il recente aggiornamento delle mappe di allagabilità da parte dell’Autorità di Bacino Distrettuale delle Alpi Orientali. Tutto questo conferma la pericolosità idraulica che incombe sull’abitato di San Vito di Cadore e sul tratto della Variante ANAS che insiste sul Ru Secco, ci auguriamo che il ministro interrogato risponda quanto prima a noi e alla popolazione interessata e preoccupata. Ricordo che nel novembre 2025 avevao già chiesto con una interrogazione se a seguito degli eccezionali eventi metereologici che avevano determinato fenomeni di debris flow nel territorio del comune di San Vito di Cadore nella precedente estate, fosse stata garantita da parte del Sindaco adeguata attività informativa alla popolazione riguardo il rischio che il paese avrebbe corso in particolar modo per quanto riguarda il bacino del Ru Secco, ove insiste il ponte della costruenda variante stradale di San Vito, e se fosse stato aggiornato il piano di Protezione civile comunale a seguito della dichiarazione di stato di emergenza, prevista sino al 28 agosto 2026: ma nulla mai mi è stato risposto”, conclude Zanella.
